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	<title>Associazione Gruppo Lot Regina della Pace ONLUS</title>
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	<description>Omosessualità cambiare è possibile!</description>
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		<title>Vita che rinasce &#8211; Omosessualità: l&#8217;identità perduta</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2013 15:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Omosessualità: "l'identità perduta"! Gay si nasce? Intervista a Luca Di Tolve dell&#8217;associazione Gruppo Lot]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><code>Omosessualità: "l'identità perduta"!</code></span></p>
<p>Gay si nasce? Intervista a Luca Di Tolve dell&#8217;associazione Gruppo Lot</p>
<p><code><object id="mediaplayer1747484681" width="768" height="432" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.gloria.tv/media/111713/embed/true/controls/false" /><param name="flashvars" value="media=111713&amp;embed=true&amp;controls=false" /><param name="quality" value="high" /><param name="scale" value="noborder" /><embed id="mediaplayer1747484681" width="768" height="432" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.gloria.tv/media/111713/embed/true/controls/false" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="media=111713&amp;embed=true&amp;controls=false" quality="high" scale="noborder" /></object></code></p>
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		<title>Video presentazione libro Luca era gay Luca Di Tolve Paladesio (MI)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 20:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Diego Manetti e Luca di Tolve presentano il nuovo libro: "Ero gay" Piemme Edizioni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Diego Manetti e Luca di Tolve presentano il nuovo libro sulla sua conversione: &#8220;Ero gay, a Medjugorje ho ritrovato me stesso&#8221; PIEMME  durante il FESTIVAL DI PRIMAVERA 12.13 MARZO 2011-PALADESIO<br />
<span id="more-55"></span></p>
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		<title>Un Leader nella lotta per i “diritti dei gay&#8221;</title>
		<link>http://www.gruppolot.it/wp/2012/09/un-leader-nella-lotta-per-i-%e2%80%9cdiritti-dei-gay/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 15:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota dell’editore: Leggi la notizia concernente Michael Glatze nel WND di oggi, dal titolo &#8220;&#8216;Gay&#8217;-rights leader quits homosexuality.&#8221; By Michael Glatze All’omosessualità sono arrivato facilmente, perché ero già debole. Mia madre è morta quando avevo 19 anni. Mio padre quando ne avevo 13. Giovanissimo, ero già confuso sulla mia identità e i miei sentimenti. La confusione che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/09/michael-glatze.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-109" title="michael glatze" src="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/09/michael-glatze.jpg" alt="" width="151" height="161" /></a></p>
<p align="left"><em>Nota dell’editore: Leggi la notizia concernente Michael Glatze nel WND di oggi, dal titolo <a href="http://www.wnd.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=56481">&#8220;&#8216;Gay&#8217;-rights leader quits homosexuality.&#8221;</a></em></p>
<p align="left"><strong>By Michael Glatze</strong></p>
<p align="left">All’omosessualità sono arrivato facilmente, perché ero già debole.<br />
Mia madre è morta quando avevo 19 anni. Mio padre quando ne avevo 13. Giovanissimo, ero già confuso sulla mia identità e i miei sentimenti.<br />
La confusione che provavo riguardo i miei &#8220;desideri&#8221; e l’attrazione che sentivo per i ragazzi, ha fatto si che già a 14 anni mi sentissi parte della categoria &#8220;gay&#8221;. A 20 anni, mi dichiarai gay con tutti quelli che mi conoscevano.<br />
A 22 anni, divenni editore della prima rivista per giovani gay. Il contenuto fotografico rasentava la pornografia, ma ritenevo di poterlo utilizzare come piattaforma per ottenere risultati sempre maggiori.<br />
Infatti arrivò <em>Young Gay America</em>. Questa rivista aspirava a riempire il vuoto creato dalla precedente rivista per la quale avevo lavorato – doveva essere qualcosa di non troppo pornografico, mirata al pubblico di giovani gay americani. <em>Young Gay America</em> decollò.</p>
<div>Il pubblico gay accolse calorosamente <em>Young Gay America</em>. La rivista ricevette premi, riconoscimenti, rispettabilità e grandi onori, incluso il <em>National Role Model Award</em> da parte di <em>Equality Forum</em>, la più importante organizzazione gay, premio che fu consegnato l’anno seguente al Primo Ministro Canadese Jean Chrétien. E tantissime apparizioni nei media, da <em>PBS</em> a <em>Seattle Times</em>, da <em>MSNBC</em>alla copertina di <em>Time magazine.</em></div>
<div>Ho prodotto, con <em>Equality Forum</em> e con l’aiuto di società affiliate alla <em>PBS</em>, il primo importante documentario che affronta il tema del suicidio di adolescenti gay <em>&#8220;Jim In Bold&#8221;</em>; é stato mostrato in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi premi <em>&#8220;best in festival&#8221;.</em></div>
<div><em>Young Gay America </em>ha organizzato una mostra fotografica, ricca di foto e storie di giovani gay di tutto il continente Nord americano; la mostra ha fatto il giro dell’Europa, del Canada e di parte degli Stati Uniti.</div>
<div>Nel 2004 <em>Young Gay America</em> ha lanciato la rivista <em>YGA</em>, che aveva la pretesa di essere il &#8220;gemello virtuoso&#8221; di altre riviste rivolte ai giovani gay. Dico &#8220;gemello virtuoso&#8221; ma la verità é che <em>YG</em>A era dannosa quanto qualsiasi altra rivista, era solo più &#8220;rispettabile&#8221; perché non manifestamente pornografica.</div>
<div>Mi ci vollero quasi 16 anni per scoprire che l’omosessualità non è esattamente &#8220;virtuosa&#8221;. Fu difficile fare chiarezza dentro di me riguardo i miei sentimenti sulla questione, dato che la mia vita ne era completamente assorbita.</div>
<div>L’omosessualità è per sua natura pornografica. E’ distruttiva e crea confusione nelle menti dei giovani, proprio in quel periodo in cui l’identità sessuale è ancora in via di definizione. Ad ogni modo, non mi resi conto di ciò fino a quando non raggiunsi i 30 anni.</div>
<div>La rivista <em>YGA</em> esaurì il suo primo numero in diverse città del Nord America. Il sostegno alla rivista era enorme; scuole, gruppi di genitori, biblioteche e associazioni governative, tutti sembravano volerla. Sfruttava il &#8220;filone&#8221; della &#8220;accettazione e promozione&#8221; dell’omosessualità, ed era considerata una guida. Nel 2005 mi fu chiesto di tenere un discorso al prestigioso <em>JFK Jr. Forum della Harvard&#8217;s Kennedy School of Government.</em></div>
<div>Fu quando vidi una videoregistrazione di quella &#8220;performance&#8221;, che iniziai a dubitare seriamente di ciò che stavo facendo della mia vita e della mia influenza.</div>
<div>Non conoscendo nessuno con cui poter parlare dei miei dubbi ed interrogativi, mi rivolsi a Dio, grazie anche ad un debilitante attacco di crampi intestinali causato dalle mie abitudini di vita.</div>
<div>Presto iniziai a comprendere cose che non avevo mai immaginato potessero essere reali, come il fatto che ero il leader di un movimento di peccato e corruzione. Questa frase può dare l’impressione che la mia scoperta si sia basata su un dogma, ma decisamente non é stato così.</div>
<div>Sono giunto al questa conclusione da solo.</div>
<div>Mi divenne chiaro, mentre ci riflettevo seriamente &#8211; e pregavo – che l’omosessualità ci impedisce di trovare la nostra vera identità. Non possiamo vedere la verità quando siamo accecati dall’omosessualità.</div>
<div>Crediamo, influenzati dall’omosessualità, che la lussuria non solo sia accettabile ma che sia anche una virtù. Ma non esiste &#8220;desiderio&#8221; omosessuale che sia separabile dalla lussuria.</div>
<div>Non volevo accettare questa verità e all’inizio ho cercato in tutti i modi di ignorarla. Ero certo, a causa della cultura e dell’influenza dei leader gay – di fare la cosa giusta.</div>
<div>D’altra parte mi sentivo spinto a cercare la verità perché avvertivo che dentro di me c’era qualcosa che non andava. Gesù Cristo ci consiglia ripetutamente di non confidare in nessuno tranne che in lui. Ed io l’ho fatto, sapendo che il Regno di Dio risiede nel cuore e nella mente di ogni uomo.</div>
<div>Ciò che ho scoperto e appreso sull’omosessualità é sorprendente.<br />
Divenne chiarissimo che avrei fatto del male o rischiato di fare del male ad altre persone se avessi continuato con quella vita.</div>
<div>Mi accorsi di avere desideri omosessuali alle scuole medie quando per la prima volta iniziai a prestare attenzione ad altri ragazzi.<br />
Cominciai a guarire quando per la prima volta iniziai a prestare attenzione a me stesso.</div>
<div>Ogni volta che provavo la tentazione di cedere alla lussuria, ne prendevo coscienza, mi fermavo e mi occupavo di essa. La chiamavo con il suo nome e poi lasciavo che si dissolvesse da sola con l’aiuto della preghiera.<br />
Esiste un’enorme e vitale differenza tra ammirazione superficiale – per se stessi o per altri – e ammirazione integrale. Quando amiamo pienamente noi stessi, cessiamo di essere schiavi di desideri lussuriosi, dell’apprezzamento degli altri o di soddisfazioni fisiche. I nostri impulsi sessuali diventano intrinseci alla nostra essenza, liberi da confusioni nevrotiche.</div>
<div>L’omosessualità ci consente di evitare di scavare in profondità, oltre la superficialità e le attrazioni ispirate dalla concupiscenza – e continuerà ad essere così fino a quando avrà l’&#8221;approvazione&#8221; della Legge. Il risultato è che tantissimi perdono l’opportunita di conoscere il loro vero io, l’io fatto ad immagine di Cristo, donatoci da Dio.</div>
<div>L’omosessualità iniziò per me all’età di 13 anni e terminò quando riuscii ad isolarmi da influenze esterne e a concentrarmi intensamente sulla verità interiore – quando scoprii, all’età di 30 anni, le profondita del mio io donatomi da Dio.</div>
<div>Dio è considerato un nemico da molte persone dominate dall’omosessualità o da altri comportamenti concupiscenti, perché Egli rammenta loro chi e che cosa dovrebbero veramente essere. Queste persone preferiscono rimanere &#8220;beatamente ignare&#8221;, mettendo a tacere la verità. E lo fanno condannando ed apostrofando coloro che la dichiarano con parole come &#8220;razzisti&#8221;, &#8220;insensibili&#8221;, &#8220;malvagi&#8221; e &#8220;discriminatori&#8221;.</div>
<div>Guarire dalle ferite causate dall’omosessualità non è facile. Il sostegno è scarso e poco evidente. Il poco che c’è viene infamato, ridicolizzato, fatto tacere con la retorica o reso illegale tramite l’alterazione di norme legislative. Per trovarlo ho dovuto separare il mio sentimento di imbarazzo e le &#8220;voci&#8221; di disapprovazione da tutto ciò che avevo imparato. Parte dell’agenda omosessuale consiste nel convincere le persone a smettere di farsi domande sulla conversione e, tanto meno, sulla la sua efficacia.</div>
<div>&#8220;Uscire&#8221; dall’influenza della mentalità omosessuale è stata per me la cosa più liberatoria, sorprendente e bella che abbai mai sperimentato nella mia intera vita.</div>
<div>La lussuria ci sottrae ai nostri corpi per &#8220;fissare&#8221; il nostro spirito alla forma fisica di qualcun altro. Ecco perché i rapporti sessuali omosessuali – e qualsiasi altra forma di attività sessuale basata sulla lussuria – non è mai soddisfacente: é un processo nevrotico piuttosto che naturale, normale. La normalità è la normalità – ed è stata chiamata così perché c’è una ragione.</div>
<div>Anormale significa &#8220;ciò che ci danneggia, che danneggia la normalità&#8221;. L’omosessualità ci toglie al nostro stato di normalità, al nostro di sentirci perfettamenti uniti in tutte le cose, e ci divide, facendoci tormentare dal desiderio per un obiettivo fisico esterno che non potremo mai possedere.</div>
<div>Le persone omosessuali – come tutte le persone – bramano il mitico &#8220;vero amore&#8221;. Il vero amore esiste davvero ma arriva soltanto quando non abbiamo nulla che ci impedisce di lasciarlo fuoriuscire da dentro in tutto il suo splendore.<br />
Non possiamo essere pienamente noi stessi se le nostre menti sono intrappolate in una spirale, in una mentalità di gruppo edificata su una protetta, autorizzata e celebrata lussuria.</div>
<div>Dio mi è venuto incontro quando mi sentivo confuso, perso, solo, spaventato e sconvolto. Mi ha detto – attaverso la preghiera – che non avevo nulla da temere e che ero a casa. Avevo solo bisogno di fare un pò di pulizia nella mia mente.</div>
<div>Credo che tutti, essenzialmente, conoscano la verità. Credo che questo sia il motivo per cui il Cristianesimo spaventa così tanto le persone. Perché rammenta loro la coscienza, che tutti noi possediamo.</div>
<div>La coscienza ci dice cosa sia giusto o sbagliato ed è una guida che ci permette di crescere e diventare più forti e più liberi come esseri umani. Uscire dal peccato e dall’ignoranza è sempre possibile, ma la prima cosa che tutti devono fare è abbandonare le mentalità che dividono e conquistare l’amore per l’umanità.</div>
<div>La verità sessuale può essere trovata solo se si è disposti ad accettare che la nostra cultura sanzioni i comportamenti che nuocciono alla vita. Il senso di colpa non è una ragione sufficiente per evitare le questioni difficili.</div>
<div>L’omosessualità si è presa quasi 15 anni della mia vita, una vita trascorsa tra compromessi e mensogne, perpetuate attraverso i media nazionali mirati ai giovani.</div>
<div>Nei Paesi Europei l’omosessualità è considerata così normale che i bambini delle scuole elementari pubbliche vengono forniti di libri dedicati ai ragazzi &#8220;gay&#8221; come letture obbligatorie.</div>
<div>La Polonia, che conosce fin troppo bene la distruzione del suo popolo ad opera di influenze esterne, sta tentando coraggiosamente di impedire all’Unione Europea di indottrinare i suoi figli con propaganda omosessuale. In riposta, l’Unione Europea ha definito &#8220;ripugnante&#8221; il Primo Ministro della Polonia.</div>
<div>Io sono stato ripugnante per parecchio tempo; sto ancora cercando di metabolizzare tutte le mie colpe.</div>
<div>In qualità di leader nel movimento per i &#8220;diritti dei gay&#8221;, mi è stata data molte volte l’opportunità di parlare in pubblico. Se potessi cancellare alcune delle cose che ho detto, lo farei. Adesso so che l’omosessualità è lussuria e pornografia insieme. Non mi lascerò mai convincere del contrario, non importa quanto sciolte possano essere le loro lingue o quanto triste la loro storia. Io l’ho vissuta. Io conosco la verità.<br />
Se Dio ci ha rivelato la verità c’è un motivo. Essa esiste affinchè possiamo essere noi stessi. Esiste affinché possiamo condividere quel perfetto io con il mondo, per rendere perfetto il mondo. Questi non sono progetti fantasiosi o ideali astrusi – è la Verità.</div>
<div>Non ci si può purificare dai peccati del mondo in un istante, ma succederà – se non ci opponiamo orgogliosamente a questo processo. Dio alla fine vince sempre, in caso non lo sappiate.</div>
<div>Fonte: <a href="http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/">http://omosessualitaeidentita.blogspot.com</a></div>
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		<title>LUCA ERA GAY: a Medjugorje ho ritrovato me stesso</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 11:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[ero gay luca era gay luca di tolve]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca era gay da &#8220;Tempi&#8221; Il padre assente, il primo innamoramento, l&#8217;Arcigay e il business delle crociere. Poi l’Aids, il buio, le mele buddiste e l’icona della Madonna. Ad agosto si è sposato con Teresa. di Emanue le Boffi &#160; A tre dici anni Luca si innamorò de l suo compagno di banco. L’estate scorsa Luca [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 align="left"></h2>
<h2 align="left">Luca era gay</h2>
<p align="left"><em>da &#8220;Tempi&#8221;</em></p>
<h4 align="left"><em>Il padre assente, il primo innamoramento, l&#8217;Arcigay e il business delle crociere. Poi l’Aids, il buio, le mele buddiste e l’icona della Madonna. Ad agosto si è sposato con Teresa.</em></h4>
<p align="left">di Emanue le Boffi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="left">A tre dici anni Luca si innamorò de l suo compagno di banco. L’estate scorsa Luca si è sposato con Teresa, una bella ragazza, che quando dice qualcosa di importante ha il vezzo femminile di guardare all’insù. Luca è “que l” Luca, quello della canzone di Povia, quello del brano che il cantante dei bambini che fanno ooh porterà al prossimo festival di Sanremo. Il titolo è già di per sé assai significativo: “Luca era gay”. È bastato il verbo coniugato all’imperfetto per mandare su tutte le furie l’Arcigay che ha preventivamente – senza conoscere né il testo né le note della canzone – attaccato il cantautore , accusandolo di giocare con la vita altrui: «è un omofobo». In un comunicato l’associazione ha reso noto che «il Luca della canzone potrebbe essere quel Luca Di Tolve che dichiara di esser un ex gay guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico inte gralista ame ricano, le cui te si sono state ampiame nte confutate dalla comunità scie ntifica mondiale . Se Bonolis e il suo direttore musicale intendono mandare inscena uno spottone clerical reazionario contro la dignità delle persone omosessuali, sappiano fin d’ora che la nostra reazione sarà durissima, rumorosa e organizzata».</p>
<p align="left">Per ora, oltre alle numerose pagine di siti internet che denigrano Luca e la sua scelta, la “reazione ” si è materializzata nella proclamazione di una manifestazione davanti a un centro parrocchiale di Brescia. «Sabato 24 gennaio – racconta Luca a Tempi – ci sarà un momento di preghiera all’interno di uno dei locali della parrocchia. è il primo incontro di una serie , cui parte cipano solo persone che credono che la fede li possa aiutare a rifiorire da una situazione personale indesiderata. Ripeto: un momento di preghiera, cui aderiscono liberamente delle persone. Eppure ci tocca subire delle contestazioni. Ma di che tolleranza parla l’Arcigay se uno non può nemmeno essere libero di trovarsi con persone consenzienti a pregare?». Luca lo sa bene di essere diventato un simbolo, «un personaggio, mio malgrado. Ma io non cerco pubblicità. Quel che faccio, lo faccio perché ci credo. Ci rimetto dei soldi e del tempo, non ci guadagno nulla. A queste contestazioni sono abituato, ma mi rincresce per que i ragazzi che vogliono iniziare il percorso con noi. Arrivano spesso da vicende difficili e un’accoglienza del genere non può certo metterli a loro agio». Luca non conosceva Povia. «Ho scoperto anh’io il titolo della canzone dalle pagine dei giornali. Gli ho telefonato e mi ha detto che non sono io que l Luca, che lui vuole raccontare una storia e basta». Però nella comunità gay si sa che Luca è lui. Luca il tabù, Luca lo scandalo, Luca che si è sposato ad agosto con Teresa.</p>
<h4></h4>
<p align="left"><em>Nomadismo sentimentale</em></p>
<p align="left">«I mie i ge nitori si separarono quando ero piccolo, mio padre se ne andò di casa. Rimasi da solo con mia madre , in un ambiente tutto femminile . Giocavo con le bambole , avevo mutato il tono della voce , mi sentivo molto rassicurato quando stavo con le donne e spaventato, anche se attratto, dalle figure maschili. Avevo tredici anni e nessun padre che mi spingesse a entrare nel “gruppo dei maschi” da cui, invece , venivo respinto perché avevo interessi diversi, perché non ero dei “loro”, perché non giocavo a pallone come tutti. Questo mondo che pure mi attraeva, al tempo stesso mi spaventava, mi lasciava ai margini, solo. A quell’età questa mia infelicità e , al contempo, la necessità, come tutti, d’affetto, si manifestò in pulsioni omosessuali. Così mi innamorai del mio compagno di banco, un tipo assai diverso da me, assai mascolino e virile . Sbaglia chi crede che “gay si nasce ”,  non è vero quel che è stato propagandato da certi manifesti.</p>
<p align="left">La mia esperienza è comune a tutti gli omosessuali che ho conosciuto. T’innamori di un maschio perché è quello che vorresti essere. Ecco perché gli omosessuali si travestono da poliziotti, da militari, da machi: perché è quello che vorrebbero inconsciamente diventare , ma non possono essere .</p>
<p align="left">L’attrazione per il mio compagno non era corrisposta. Io stavo male , ero infelice , nascondevo i mie i pensieri, non ne avevo fatto parola con nessuno. Finché i miei genitori mi portarono in un consultorio. Lì fu loro detto che ero gay, di non preoccuparsi, anzi di lasciarmi esprimere secondo la mia tendenza. Ecco il primo passo: se invece fossero stati aiutati a comprende re che il mio disagio nasceva dalla mancanza di una figura maschile di riferimento oggi, forse , saremmo qui a raccontare un’altra storia.</p>
<p align="left">Invece , e questo accade ancor con più frequenza oggi, di fronte all’omosessualità si ragiona secondo una falsa categoria di libertà che non aiuta ad affrontare il problema, ma lo rimuove , lo elimina, lasciandolo, di fatto, irrisolto. Mio padre e mia madre , due cattolici per tradizione , non praticanti, non accettarono il giudizio dei medici ma erano disorientati, non sapevano bene che fare , come comportarsi. Io quel giorno, che ero rimasto fuori dalla porta, ma avevo sentito cosa veniva detto loro, iniziai a incuriosirmi.</p>
<p align="left">Omosessualità, e che cos’è ? Erano gli anni di film come Il vizietto, La patata bollente, anni in cui iniziava a manifestarsi una certa cultura gay. Ne ero sollevato: non sono solo, ci sono altri come me. Me ne andai di casa a diciotto anni ed entrai in un mondo colorato, affascinante , ricco di persone estroverse , simpatiche e disinvolte . Iniziai a frequentare un ragazzo con qualche anno più di me , a girare per discoteche e festini.</p>
<p align="left">Divenni ballerino in una discoteca per omosessuali. Le prime volte era bellissimo: gente accogliente e divertente sempre dedita al godimento della vita, allegra. Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: questi locali sono dei veri e propri labirinti di sesso, dove ai piani superiori o inferiori puoi soddisfare tutte le tue più recondite perversioni. Gli omosessuali vivono un frenetico nomadismo sentimentale, non esistono relazioni stabili e vere . è comprensibile: l’omosessuale , come chiunque altro, cerca altro da sé. Se nell’altro trova solo qualcosa a sé simile, il rapporto non può che essere effimero e compulsivo. Ma dopo la consumazione, quel che rimane è solo una grande sensazione di vuoto, di insoddisfazione , di tristezza. Mi fanno sorridere le rivendicazioni di coloro che chiedono il matrimonio omosessuale: non può esistere stabilità e fedeltà nel mondo gay perché quel che cerchi non può resistere a lungo.  Anche là dove è stato introdotto il matrimonio fra persone dello stesso sesso, quanti effettivamente si sono sposati? E quante di queste relazioni sono durate? Pochissime , forse nessuna.</p>
<p align="left"><em>Le casse dell’associazione.</em></p>
<p align="left">I primi tempi ero molto contento di questa mia vita. Eppure , la sera, quando rincasavo, sentivo come un’ombra di tristezza. Mi sentivo solo, mi mancava qualcosa di vero. E quando guardavo negli occhi i mie i compagni vedevo la stessa ombra. Però nessuno lo ammetteva, nessuno lo diceva. Riconoscerlo è uno strappo doloroso. Significa ammettere che il bene che professi è solo complicità, che la cultura che sostieni è basata solo sulla superficialità e il piacere. Non si può avere una relazione con qualcun altro, se non si sa chi si è .</p>
<p align="left">Il sesso è il motore di tutto. Anche dei soldi, ovvio. Ne gli anni Novanta andavo spesso a Miami: facevo il ballerino nelle discoteche più in, ma ero un po’ stanco di quella vita. Avevo studiato da accompagnatore turistico e pensai di far fruttare quelle mie conoscenze . Mi rivolsi all’Arcigay prospettando loro l’idea delle crociere per soli omosessuali. All’inizio la loro reazione mi stupì: mi dissero “ok, ma devi rimanere nell’ambito della politica di sinistra”. Politica? Sinceramente mi importava ben poco. Però avevo bisogno del logo dell’Arcigay per far funzionare gli affari. Alla fine capirono che il business fruttava bene e mi concessero il logo. Per anni ho versato quote consistenti dei miei guadagni all’associazione . E quando dico consistenti, intendo proprio “consistenti”. Ero anche diventato membro dell’Iglta (International gay &amp; lesbian travel association) e frequentavo negli Stati Uniti i loro corsi di marketing. Vi si spiega che “più sesso regali, più fai soldi”. Pe r cui si consiglia di organizzare gli spazi con le docce in comune e di lasciare sempre degli ambienti con zone oscure in cui sia più facile appartarsi.</p>
<p align="left">La cosa funzionava. La mia Malugroup (avevo sullo stemma un delfino e delle palme) andava alla grande . Ero un convinto sostenitore dell’associazione ed ero tra coloro che più si erano spesi – la vicenda mi portò una certa notorietà – per organizzare il Gay Pride di Napoli. Continuavo la mia vita dissipata tra i party della città, frequentavo persone importanti della Milano bene, avevo contatti nel mondo dell’alta moda. Eppure ero sempre più insoddisfatto. Se il sesso è tutto, quando finisce quello, finisce tutto.</p>
<p align="left"><em>Gli amici morivano da soli</em></p>
<p align="left">Arrivarono gli anni Novanta e arrivò l’Aids. Vedevo gli amici morire, soprattutto vedevo quanto fossero fragili le relazioni fra noi. Quando uno si ammalava, il compagno fuggiva. Ne ha uccisi più la solitudine che il virus. Molti si rifugiarono nella droga, alcuni si suicidarono. Morì anche un mio amico, aveva solo ventisei anni. Mi feci controllare e risultai sieropositivo. Sono letteralmente impazzito. La malattia mi ha costretto a mollare tutto: l’appartamento in centro, il lavoro, i soldi. Eppure oggi dico che la mia<em> </em>malattia è stata la mia grazia, perché mi ha costretto a riportare a galla domande che il vagabondare di quegli anni avevano sopito ma non spento. Così ho cercato risposte nel buddismo e questa esperienza mi ha aiutato soprattutto a staccarmi da quel mondo tutto materiale in cui ero immerso. Un giorno, mentre ero nel tempio buddista assorto in preghiera, alzai gli occhi. Davanti a me stavano delle mele e una pergamena, perché è questo il loro modo di pregare. Fu un lampo, fu un pensiero e mi ritornarono in mente le immagini della Madonna che mia madre teneva in casa. Perché devo stare qui, inginocchiato davanti a delle mele, quando ho in me un’icona della Madonna?</p>
<p align="left">Tornai a casa, ero depresso e mi chiedevo perché quel Dio che bestemmiavo non potesse benedirmi. Mi aggrappai al rosario, iniziando a recitare preghiere di cui non ricordavo nemmeno le parole. Era un periodo molto confuso, però ero convinto di aver trovato qualcosa in cui poter confidare. Non uscivo mai di casa, se non per andare a Messa. Mi confessai, incominciai a lavorare come commesso, io che fino a poco tempo prima impartivo ordini a due segretarie.</p>
<p align="left"><em>Va bene gay, ma mica sarai cattolico?</em></p>
<p align="left">Un giorno trovai tra le carte di un amico degli appunti su un tale Joseph Nicolosi, uno psicologo cattolico americano celebre per la sua teoria riparativa. In breve: è un percorso psicologico che aiuta a recuperare le relazioni maschili che sono andate perdute. All’inizio mi arrabbiai. È duro accettare la distruzione della propria identità, è difficile smontare la propria intimità. È arduo perdonare gli altri e se stessi. Però ero curioso, ero alla ricerca di una salvezza, anche immeritata. Per me , dopo anni che seguo questo percorso, è stata una grazia. L’aspetto più bello è stato scoprire che, man mano che instauravo rapporti di amicizia con degli uomini, le mie pulsioni omosessuali sparivano. Cioè, man mano che le mie relazioni diventavano vere, sincere, non superficiali, io imparavo a non sentirmi costantemente inferiore agli altri maschi. Ho imparato a non idealizzare gli altri uomini, ho imparato a sdrammatizzare (gli omosessuali non ne sono capaci). Ho ricominciato a dormire di notte , letteralmente . La prima volta che mi sono ritrovato a fare delle allusioni pesanti su una collega è stata per me una situazione incredibile, assurda, gioiosa. Ho chiesto appuntamento a una ragazza. Siamo usciti e lei ha subito messo in chiaro che era a favore della pillola abortiva. Io le ho detto delle mie esperienze omosessuali, ma questo non l’ha affatto sconvolta. Quando però ho aggiunto che ero cattolico, e quindi contrario alla pillola, mi ha mollato.</p>
<p align="left"><em>La schiavitù dei sorrisetti</em></p>
<p align="left">Ma come ? – dicevo nelle mie preghiere – dopo tutto il cammino che mi hai fatto fare , ora mi deludi così? Durante un pellegrinaggio a Medjugorje conobbi Teresa. Diventammo amici. Mi divertivo con lei, mi piaceva, ci siamo fidanzati. Non sapevo come&#8230; insomma, alla fine glie l’ho detto. Quel che mi ha risposto dice tutto di lei: “Luca, quel che sei stato non è più. Importa quel che sei ora”. Dopo un anno di fidanzamento ci siamo sposati.</p>
<p align="left">Oggi siamo alla guida del Gruppo Lot: aiutiamo gli omosessuali a rifiorire . Non siamo psicologi, non è il nostro lavoro. Per quel che è stata la mia esperienza posso dire solo che il lavoro psicologico e questi gruppi di preghiera hanno avuto per me pari importanza. Ma sono due binari paralleli, possono non intersecarsi. Vivo in affitto, non ho più le belle automobili di un tempo, non mi interessa farmi pubblicità. Chiedo solo di poter affermare quello che credo. Io stesso ne sono la prova vivente. Il problema dell’omosessualità non riguarda il sesso, riguarda la propria umanità. Ero schiavo dei sorrisetti e delle mistificazioni. Oggi sono un uomo vero, un uomo libero».</p>
<p align="left">Editoriale Tempi Duri Società Cooperativa.- C.so Sempione n. 4, 20154 Milano &#8211; P.I.</p>
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		<title>Testimonianze di due ex omosessuali</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 15:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho 38 anni e abito a Napoli... prova riassunto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.gruppolot.it/images/stories/img_articoli/g3125.png" /></p>
<h2><strong>Testimonianza di Gabriele </strong></h2>
<h4><em>http://www.sermoni.net/</em></h4>
<p align="left">Ho 38 anni e abito a Napoli. Fin da quand&#8217;ero piccolo sentivo qualcosa in me che non so spiegare, che mi faceva sentire diverso dagli altri. Infatti, non ero come gli altri ragazzi; i miei desideri erano diversi. Ricordo che mi piaceva giocare con le bambole e invece di giocare con gli altri bambini giocavo con le bambine. Mi piaceva stare e giocare con loro. Non sapevo cosa significasse ma sapevo che ero diverso dagli altri miei coetanei. Mia madre si arrabbiava e mi diceva di non comportarmi in quel modo, mi diceva che ero un maschio e non una femmina, e questo mi feriva. A volte avrei anche voluto cambiare, ma avevo un desiderio molto forte di questafemminilità e non sapevo da dove veniva.</p>
<p align="left">A volte pensavo: &#8220;Non voglio farlo, però mi piace, quindi perché no, che c&#8217;è di male?&#8221;. Non so spiegarlo, ma mentre crescevo questa &#8220;seconda personalità&#8221; cominciò a prendere il sopravvento. Ricordo che già quando frequentavo la scuola elementare guardavo con affetto un mio amico e mi sentivo molto attratto da lui, volevo essere speciale ai suoi occhi. Fu così che questa menzogna iniziò a crescere nella mia mente.</p>
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<p align="left"><em>INFANZIA</em></p>
<p align="left">Quando ero con i miei amici cercavo di nascondere le mie tendenze perché sentivo che erano sbagliate. Volevo vestirmi diversamente e cercavo sempre degli indumenti colorati. Ero molto attratto da quelli femminili: vestiti, gioielli, e tutto ciò che luccicava. Cominciai ad avere qualche conflitto interiore perché non volevo accettare il fatto che ero un maschio e questo portò molta amarezza nella mia famiglia. Pensando che potesse servirmi, i miei genitori mi mandarono via in un collegio cattolico, ma questo non servì proprio a niente. Lasciai quella scuola a sedici anni, dopo esserci vissuto per tre anni. Dissi a mia madre che ero cambiato ma in realtà ero lo stesso di prima, o peggiore, perché quei desideri avevano continuato a crescere in me. La realtà era che non riuscivo più ad accettare me stesso come un uomo, però dovevo nascondere questo fatto agli altri.</p>
<p align="left">Cominciai a lavorare e passarono altri quattro anni, quindi decisi di affrontare la vita da solo. Ero attratto dagli omosessuali che vivevano nella stessa zona della città dove abitavo. C&#8217;erano molti giovani che si travestivano da donna e che si prostituivano. Mi piaceva il loro modo di vivere. Ero pieno di ribellione verso i miei genitori e proprio allora incontrai un amico che alimentò il mio impeto dicendomi che loro non potevano impedirmi di essere quello che io ero. Sebbene io sapessi che era una realtà buia, vi ero legato e non potevo uscirne.</p>
<p align="left">Decisi di lasciare la mia casa per andare a vivere con un amico che mi insegnò come comportarmi e apparire come una donna. Mi insegnò a ritoccare le sopracciglia, mettere il make-up, e vestirmi come una donna. Era quello che avevo sempre sognato. Lui mi fece capire che ero così perché lo ero anche dentro di me, e io credevo in tutto ciò che mi diceva. Pensavo che questa fosse ormai la mia strada e che non c&#8217;era nessun&#8217;altra soluzione per la mia vita.</p>
<p align="left">IL TUNNEL</p>
<p align="left">Stavo lavorando e cominciavo a vivere sulla strada. Il mio amico mi disse che dovevo guadagnarmi dei soldi, così cominciai a prostituirmi. Era anche un modo per liberarmi da tutta la frustrazione che avevo serbato in me per tanto tempo, un modo per liberare quella &#8220;femminilità&#8221; che mi dominava, un modo per vivere in modo diverso. Per anni, camminai in un tunnel oscuro: credevo che l&#8217;unico modo di trovare me stesso ed essere felice era vivere come donna, e al tempo stesso vedere gli altri intorno a me essere disgustati dai miei strani modi di fare. All&#8217;inizio ciò mi feriva perché non capivo che mi stavano rifiutando, ma pian piano capii che ero diventato unreietto della società.</p>
<p align="left">Fui preso dalla polizia. Cominciai a vedere che le cose non andavano come pensavo io. Non riuscivo a convincere nessuno che io non volevo essere com&#8217;ero ma che c&#8217;era qualcosa in me che mi costringeva. Pensavo che forse sarebbe stato meglio se fossi cambiato completamente. Comincia a prendere degli ormoni e a perfezionare le mie imitazioni. Dicevo a me stesso: &#8220;Sono fatto così, e così resterò comunque&#8221;. &#8220;La natura mi ha fatto così!&#8221;. Pensavo: &#8220;Sono stato creato diverso&#8221;. Era così che giustificavo il mio modo di vivere. Stavo vivendo con altri che si stavano facendo cambiare i loro corpi e le loro facce chirurgicamente per cancellare i loro aspetti maschili e assomigliare di più alle donne. Ma c&#8217;era qualcosa dentro di noi che non andava.</p>
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<p align="left"><em>I PRIMI RAGGI DI LUCE</em></p>
<p align="left">A volte mi giustificavo dicendo: &#8220;Sono una donna in un corpo maschile&#8221;. Vedevo che i miei amici tornavano da Londra dopo aver fatto un&#8217;operazione per cambiare sesso, perché l&#8217;obbiettivo di ogni travestito è sentirsi come una donna vera. Era l&#8217;ultima frontiera che rimaneva davanti a me. Eppure vidi quelle persone cadere in depressione, non si sentivano accettati e non raggiunsero mai il loro sogno.</p>
<p align="left">Mentre mi prostituivo per strada, notai che le persone che venivano con me erano piene di avvilimento e tristezza. Cercavano qualcuno a cui parlare, qualcuno su cui riversare le loro frustrazioni. Capii che non mi stavo sentendo male perché avevo scelto quella vita, ma che tutta l&#8217;umanità si trovava nel dolore.</p>
<p align="left">Una sera tornai a casa ed ero veramente triste. Non ricordo dove ero stato, forse in un night-club durante una notte di pioggia. Ricordo solo che mi sentii così male che il dolore era indescrivibile. Era un dolore fisico; mi sentivo morire dentro e cominciai a gridare a Dio dicendo: &#8220;Dio, perché sono nato? Perché devo soffrire così tanto? Perché non posso vivere come una persona normale, con una moglie e una famiglia, essere felice, amare e vivere una vita tranquilla?&#8221;. Mentre ero nel mio letto cominciai a benedire Dio e sentii una grande gioia dentro di me. In quel momento fu come se una luce venisse vicino a me e io volevo toccarla, ma essa sparì. Non so cosa accadde quel giorno, ma sono certo che Dio toccò la mia vita.</p>
<p align="left">Questo accadde tre o quattro anni prima del giorno in cui fui salvato, ma lasciò un segno nel mio cuore. Parlando a un amico dissi: &#8220;Ci dev&#8217;essere un modo perché noi possiamo cambiare. Perché dobbiamo continuare a vivere una bugia e sentirci male anche solo a parlarne? Non ci accettiamo noi, e nessun altro ci accetta&#8221;. Il mio amico rispose: &#8220;E allora, che vuoi fare? Questa è la nostra vita e nonriusciremo mai a cambiare; siamo nel giro e non ne usciremo mai&#8221;.</p>
<p align="left">L&#8217;AMORE DI DIO</p>
<p align="left">Ringrazio Dio che un anno fa incontrai un credente di nome Biagio che veniva dalla mia stessa condizione. Era stato un omosessuale, ma non l&#8217;avevo più visto per quattro anni. Avevo sentito dire che era cambiato ma non capii cosa potesse essergli successo. Quando lo rividi, mi  accorsi che era realmente cambiato. Era vestito normalmente, e soprattutto potevo vedere un cambiamento nel suo volto e nella sua  espressione. Mi parlò di come Gesù Cristo lo aveva cambiato, e disse che Gesù poteva fare lo stesso per me.</p>
<p align="left">Quella mattina, andai in ospedale a trovare un amico che aveva l&#8217;AIDS e che stava morendo. Potevo vedere la paura della morte nei suoi occhi, non a causa della morte fisica ma perché stava morendo senza Dio. Capii che dovevo fermarmi e dare la mia vita a Gesù affinché mi cambiasse.</p>
<p align="left">Una sera andai a un raduno della tenda con Biagio, a quel tempo era a Napoli, e mi spiegò che dovevo solo chiedere a Gesù di perdonarmi con tutto il mio cuore, e Lui mi avrebbe perdonato e avrebbe cambiato la mia vita. Mi fece leggere nella Bibbia che davanti a Dio siamo tutti uguali e che tutti abbiamo bisogno di chiedere il perdono dei nostri peccati. Fui incoraggiato vedendo che davanti a Dio io ero come chiunque altro, e che Lui ci ama tutti nello stesso modo. Ringrazio davvero Dio per come ha cambiato la mia vita e possotestimoniare che l&#8217;amore di Dio ha cambiato il mio cuore, i miei desideri, e ha aperto i miei occhi. Quella sera, quando tornai a casa mi guardai allo specchio e vidi il vero Gabriele: finalmente vedevo la mia vera identità. Prima non riuscivo a capire se ero un uomo o una donna. Dio mi fece chiaramente capire che sono un uomo, e che tutti quei pensieri che avevo erano menzogne del diavolo. Ringrazio Gesù perché Lui è morto per i miei peccati e grazie a Lui io posso veramente gridare &#8220;Sono libero!&#8221;. Ora so che con Gesù Cristo ho ottenuto la vittoria e posso andare avanti perché Lui vive in me e mi dà la forza di dire no ai peccati. Questa è la cosa meravigliosa che Gesù ha fatto nella mia vita, e voglio ringraziarLo tutti i giorni della mia vita!</p>
<h2 align="left"><strong>Testimonianza di Giuseppe</strong></h2>
<p align="left">Giuseppe fu uno dei primi travestiti d&#8217;Italia; si faceva chiamare &#8220;Florinda&#8221; e si prostituiva per guadagnare dei soldi, che poi dissipò quando cominciò a fare uso di droghe. Egli racconta:</p>
<p align="left">Avevo incontrato Gabriele 24 anni fa; viveva la mia stessa esperienza. Non lo vidi per più di 10 anni, sebbene avessi sentito dire che era diventatoqualcosa come un missionario. Prima della mia conversione, volevo morire perché realizzavo che non c&#8217;era più speranza per me, anche con tutto l&#8217;aiuto da parte degli ospedali e della mia famiglia. Ingoiai così tanti tranquillanti, gocce, pillole e droghe, che finii una ventina di volte in ospedale, quasi in fin di vita. L&#8217;ultima volta cercai di ingoiare una capsula di veleno per topi e mi si paralizzarono le braccia e le gambe. Mi svegliai cinque giorni dopo in ospedale. [...]</p>
<p align="left">Dei Cristiani venivano a visitare i malati in ospedale, vennero anche da me ma la prima volta gli tirai contro la prima cosa che mi capitò a tiro. In seguito mi parlarono altre volte di Gesù, mi dicevano che Lui poteva salvarmi, e mi parlavano delle cose di Dio. Due mesi dopo iniziai  un&#8217;amiciziacon loro. Prima di lasciare l&#8217;ospedale, una notte riuscii ad alzarmi dal letto e cercai di andare in bagno da solo, ma dopo due passi caddi con la faccia a terra. In quel momento gridai a Dio dicendo: &#8220;Cosa ho fatto per meritare questo? Dammi un po&#8217; di pace, anche se devo morire per averla!&#8221;. Ma Diomi rispose facendomi conoscere tante persone che Lo amano. [...]</p>
<p align="left">In seguito dovetti ritornare all&#8217;ospedale, e lì un&#8217;infermiera credente mi disse che conosceva Gabriele e poteva metterci di nuovo in contatto. Quando rividi Gabriele dopo così tanti anni fui così felice! Gli parlai dei vecchi tempi. Ma invece lui parlava di cose nuove e la parola &#8220;Gesù&#8221; era sempre sulle sue labbra. Dentro di me mi chiedevo se era possibile sperimentare quello che aveva sperimentato Gabriele. In quello stesso momento, Gabriele, che stava per lasciare la stanza, si voltò e mi disse: &#8221;Tu puoi cambiare. Gesù ti ama&#8221;. Le sue semplici parole toccarono il mio cuore, e nacque in me una speranza, realizzando che lui era cambiato veramente. Nei giorni seguenti Gabriele mi invitò a un raduno sotto la tenda, che era arrivata in Sicilia. Quando andai lì non incontrai uno spirito di giudizio, anche se c&#8217;erano molte persone, e in quell&#8217;atmosfera sentii tanta libertà. [...] Quando andai in ospedale il Signore mi battezzò nello Spirito Santo. I dottori corsero perché mi sentivano gridare. Non mi ero accorto di quanto forte stessi cantando e benedicendo Dio! Questo accadde dalle dieci di quel mattino fino al mattino successivo. Fu così bello che non mi sentii neppure stanco. Ero davvero cambiato!</p>
<p align="left">Tornai alla tenda con un&#8217;attitudine completamente nuova, di imparare le cose che concernono la Parola di Dio, e di servire il Signore. Quando tornai nel mio quartiere, in mezzo ai vecchi amici, essi furono sconvolti perché già conoscevano la testimonianza di Gabriele, ma non si sarebbero mai aspettati di vedere cambiato anche me! Pensavano che fossi morto, perché molti di quelli che conoscevo e che facevano la mia vita erano morti più giovani di me. [...] Gesù è la mia vita. Prima ero morto, ora mi sento di nuovo come un giovane ragazzo. E&#8217; come una boccata di aria fresca! Ho una nuova vita e un amore nuovo. A quelli che si trovano nella mia precedente condizione, voglio dire che quando mi trovai a terra in ospedale, gridai a Dio con tutto me stesso. Non potevo parlare, ma era un grido che veniva da dentro di me. Dio mi rispose. Quando tutto sembra perduto e ti senti finito, e non vedi alcuna speranza, grida a Dio, Lui risponderà!</p>
<p align="left">Cristo è la risposta</p>
<h6> <em>(Trad. e adatt. dal curatore. Le testimonianze complete di fotografie e video sono disponibili su www.sermoni.net)</em></h6>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Testimonianza di Stefan</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 15:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Un cammino lungo e difficile, ma ora mi sono sposato, ho due figli e sono felice...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono nato e cresciuto in una famiglia credente e praticante, io stesso credo in Dio, in Gesù, e durante tutta la mia vita, anche durante i momenti i più difficili, non ho mai avuto il dubbio della sua esistenza.</p>
<p>Durante l’adolescenza ho rimesso tutto in questione, per il fatto che mi sentivo cosi diverso dagli altri interiormente e troppo peccatore per poter assumere una vita degna e giusta davanti agli occhi di Dio.<span id="more-98"></span></p>
<p>Qual era il mio problema?</p>
<p>Ero omosessuale. Nella prima infanzia mi ritenevo un bambino debole, vivevo già con un sentimento d’inferiorità, forse causato da una superprotezione da parte di mia madre, forse perché mio padre non ha saputo affermarmi nella mia mascolinità o forse perché ho sentito troppo spesso: tu sei debole!</p>
<p>A causa di problemi di salute, non volevo praticare alcuno sport, mettendomi così sempre più da parte: mi</p>
<p>sentivo diverso dagli altri. Nella zona in cui vivevo, con altri due compagni eravamo i più piccoli d’un gruppo, gli altri avevano almeno 5 anni più di noi, e quando giocavamo con loro ci rigettavano e si approfittavano della loro superiorità.</p>
<p>Eravamo obbligati, per non essere rigettati dal gruppo, a seguire quello che volevano loro. La mia identità ne stava soffrendo, ho così ripiegato passando più tempo con le ragazze che con i ragazzi, sentendomi più al sicuro.</p>
<p>Fino ai 4 anni, Il rapporto con mio padre era buono. Le circostanze della vita poi diventarono difficili per lui, e di conseguenza spesse volte mi trattava male; era una persona autoritaria. Mi riprendeva davanti a tutti, specialmente durante i famosi pranzi e cene di famiglia, nei quali, mi ricordo, aspettavo intensamente che mia madre o qualcun altro venisse in mio aiuto, ma senza successo.</p>
<p>Spesse volte ero picchiato, mi sentivo umiliato, debole, indifeso. Ero ansioso, pauroso, insicuro di me, della mia identità, ero complessato, mi mancava l’amore di cui avevo bisogno. Sentivo fortemente l’ingiustizia e la vergogna.</p>
<p>Ho avuto un’infanzia poco felice, anche se miei genitori hanno fatto del loro meglio. Pregavo Dio di guarirmi, aspettavo il miracolo, il cambiamento radicale.</p>
<p>Per finire, mi sentivo rigettato anche da Dio, vivevo con la forte impressione che Dio fosse presente per gli altri ma non per me, una parte di me si sentiva abbandonata.</p>
<p>Durante l’adolescenza non mi sentivo all’altezza d’essere un maschio. La pressione in me era intensa, tutto incominciava a prendere dimensioni troppo grandi, il desiderio erotico-sessuale diventava ossessivo, la masturbazione da anni praticata più volte al giorno come sollievo e consolazione era sempre più immaginativa.</p>
<p>Ricercavo la forza e la sicurezza in altri uomini, volevo dagli altri quello che non possedevo! Alla fine degli studi, ho proseguito nella vita gay, dove finalmente ero qualcuno, dove ero notato, piacevo, ero desiderato, le persone come me mi capivano, potevo così finalmente ricevere amore per sentire di meno le mie sofferenze interiori.</p>
<p>Tutto però, piuttosto che amore, era concentrato sul sesso! Ho vissuto in un circolo vizioso per diversi anni: sesso, sollievo passeggero, insoddisfazione, sofferenze… e di nuovo sesso e cosi via. La mia frustrazione era alleviata da una dipendenza sempre più intensa.</p>
<p>Un giorno ho capito che questi uomini avevano gli stessi miei problemi. In fondo ognuno cercava di prendere dall’altro, ma tutti rimanevano senza ricevere! La perversione prese il sopravvento, la dipendenza sempre più morbosa, l’insoddisfazione sempre più presente.</p>
<p>Quando ero in discoteca o al bar c’era abbondanza di sorrisi e gioia superficiali, battute, divertimenti, alcool e droghe. Quando mi trovavo da solo, però, vivevo momenti di depressione e tristezza. C’erano momenti in cui quando mi guardavo allo specchio mi nasceva il desiderio di diventare cieco e brutto per non più piacere a nessuno. I pianti erano quotidiani, le preghiere mi sembravano suonare a vuoto, Dio era un dio vivente solo per gli altri.</p>
<p>In seguito ho vissuto dei momenti d’esistenza veramente difficile, sia al lavoro, che con le mie relazioni; i due pilastri “forti” della mia vita hanno incominciato a tremare. La ricchezza materiale che avevo sempre sognato era diventata realtà, ma la mia vita non aveva alcun senso, ero in una trappola.</p>
<p>Anche se ho vissuto dei bei momenti come gay, ero spesso frustrato e la mia libertà si era rivelata una vera e propria schiavitù. Non ero né felice, né in pace di vivere una vita gay, avevo una certezza interiore che se non cambiavo strada, il peggio sarebbe ancora arrivato.</p>
<p>In quel periodo ho riscoperto Dio e la chiesa, e soprattutto, la motivazione di cambiare vita!</p>
<p>Questo ritorno, come il figlio prodigo, mi è costato parecchio!</p>
<p>Ero distrutto, segnato da numerose ferite, dal rigetto, da sofferenze interiori, ma allo stesso tempo pieno di volontà e di speranza. Dio mi ha accolto a braccia aperte.</p>
<p>Volevo cambiare atteggiamento, modo di pensare, essere aperto alla volontà di Dio, intraprendere un cammino nuovo cosciente che sarebbe stato impossibile farlo da solo.</p>
<p>Dovevo imparare a conoscere me stesso, ad avere un’identità che non fosse legata al sesso con un uomo, a vivere senza concentrarmi unicamente su me stesso e sui miei bisogni.</p>
<p>Vivere senza idolatria relazionale, vale a dire, fare dell’altro la fonte del mio benessere e di ciò che mi manca. Accettare e perdonare me stesso e gli altri. Accettare di maturare, perché avevo capito che il processo di maturazione era stato bloccato troppo presto, avere il coraggio di affrontare nuove sfide, esplorare nuovi campi.</p>
<p>Dopo questo periodo, è nato in me il desiderio di avere una ragazza, sposarmi, avere una famiglia, di scoprire amicizie maschili non erotiche. Ho imparato a rimettere in questione i miei pensieri, riconoscere quando agisco spinto dalla paura, a stare attento ai vecchi modelli di vita e imparare nuove abitudini.</p>
<p>Voglio trasmettere le cose buone della vita, non credere alla bugia che l’omosessualità sia genetica, o che si nasce così e dunque che non c’è alcuna possibilità di cambiare!</p>
<p>Uscire dall’omosessualità vuol dire riappropriarsi della propria identità di genere e vivere consapevoli della propria mascolinità. Un cammino lungo e difficile, ma che ne vale la pena!</p>
<p>Mi sono sposato nel 2001 e ho 2 figli: Martina 4 anni e Yanis 1 anno.</p>
<p>Stefaan</p>
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		<title>L&#8217;ombra del diavolo?</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Schegge della Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto dal libro di Luca di Tolve Ero gay a Medjugorje ho ritrovato me stesso (Piemme Edizioni) Se l’Arte eleva lo Spirito, che spirito serve l’arte omosessuale? L’opera del finlandese Touko Laaksonen – nome d’arte Tom of Finland – offre, forse involontariamente, lo spaccato più autentico della cultura gay affermatasi nel XX secolo. Nel corso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<pre><a href="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/il-giudizio-universale.jpg"><img class="size-medium wp-image-50" title="il giudizio universale" alt="" src="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/il-giudizio-universale-149x300.jpg" width="149" height="300" /></a></pre>
<p><strong>Tratto dal libro di Luca di Tolve</strong></p>
<p><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/ero-gay-medjugorje-ho-ritrovato/libro/9788856615616?a=480521" target="_blank"><strong>Ero gay a Medjugorje ho ritrovato me stesso (Piemme Edizioni)</strong></a></p>
<p>Se l’Arte eleva lo Spirito, che spirito serve l’arte omosessuale?</p>
<p>L’opera del finlandese Touko Laaksonen – nome d’arte Tom of Finland – offre, forse involontariamente, lo spaccato più autentico della cultura gay affermatasi nel XX secolo. <span id="more-49"></span>Nel corso di quattro decenni ha realizzato oltre 3.500 illustrazioni «omoerotiche», ritraendo uomini muscolosi dotati di improbabili peni di grosse dimensioni.</p>
<p>Queste immagini, che poi hanno dato vita a una scuola di pittura fiorente a San Francisco, costituiscono di per sé una fotografia eritiera di come ogni gay vive la propria omosessualità.</p>
<p>A dispetto delle accuse di omofobia, il primo nemico dell’identità omosessuale sembrerebbe il suo ego profondo – la coscienza? –, nel momento in cui coglie che l’impostazione della propria vita è «fallocentrica»; nel momento in cui si accorge che ogni desiderio di bene, di amore si è impantanato nella perversione.<br />
Restando nel campo figurativo, il duo-artistico composto dal fotografo Jeff Eason e dal grafico digitale Troy Dunham hanno reinterpretato, in chiave omosessuale, il Judgement Day, il Giorno del Giudizio. Qui, la tragicità sofferta dei quadri di Tom lascia posto alla compassione complice per lo stato omosessuale.</p>
<p>L’opera è datata 2009 ed è stata esposta, a seguito di un sontuoso battage pubblicitario, alla mostra newyorkese OUTAuction, per cura della Glaad-The Gay &amp; Lesbian Alliance Against Defamation, la più potente organizzazione internazionale per la promozione e tutela dei diritti degli omosessuali.</p>
<p>Con sguardo al classico Giudizio michelangiolesco della Cappella Sistina e subendo l’influenza di Paul Rubens, propone il momento in cui, alla fine del tempo, il Cristo-Dio si pronuncerà specificatamente sul mondo gay.</p>
<p>L’immagine colpisce perché riesce a coniugare alla perfezione l’aderenza al filone epico a cui si ricollega, rivisitandolo, al tempo stesso, in una chiave ironico denigratoria abilmente giocata sul filo della blasfemia.</p>
<p>Per rendere questo effetto si mescolano con sapienza stilistica elementi del passato – il cavaliere che porta lo scudo e lancia saette, le ali degli angeli, i perizomi del Signore e dei beati – a strutture dell’età contemporanea – i grattacieli che sembrano sul punto di sgretolarsi e di incombere sulla testa dei «dannati», il semaforo, la macchina fotografica – contribuendo efficacemente all’effetto straniamento.</p>
<p>Ma è nelle espressioni e nel tratteggio dei dannati omosessuali, mollemente avvinghiati fra loro, sebbene serrati fra le morse dei cani, ed è soprattutto nelle immagini umanizzate e despiritualizzate del Cristo e dei beati che l’immagine si àncora potentemente a terra, in un messaggio svuotato da ogni trascendenza.</p>
<p>Il cielo è abitato dagli eletti e dagli angeli avvolti in bianche vesti e ritratti su morbide nubi: queste figure evanescenti, apparentemente imperturbabili, ma in verità curiose, come dimostra il santo guardone con la fotocamera, rimandano agli uomini di Chiesa, pilateschi e, nel segreto, corrotti.</p>
<p>Ma è altrove che il quadro prende vita: al centro della scena si anima uno splendido Gesù, avvolto in un candido lenzuolo che, tuttavia, copre giust’appena le parti intime e sembrerebbe ormai sul punto di sfilarsi nel contatto tra il Figlio di Dio e la massa umana sotto ai suoi piedi.</p>
<p>Il Cristo non sembra qui elevarsi a giudice, piuttosto discendere uomo tra gli uomini, lasciando che il suo corpo e la sua carne si mischino con le debolezze del mondo, verso cui si rivolge la comprensione degli autori. Infatti, nel magma carnale degli omosessuali che occupano e attirano verso di sé l’intero universo, nell’esibizione di forza, di muscoli cosparsi di olio, non c’è disperazione, non c’è sudore, non c’è turbamento.</p>
<p>Coerente col mandato della Fondazione che l’ha promossa, quest’opera è un manifesto della propaganda omosessuale, che, nell’affrancarsi da ogni giudizio esterno, rivendica come i dolori del mondo – il tradimento, la malattia, la morte, simboleggiati dai cani – siano già una pena fin troppo gravosa e ingiusta da sopportare.</p>
<p>In quest’immagine potente, proprio per l’edulcurazione del dissolvimento dell’anima che ritrae, rivivo le sensazioni di brama cieca del mondo in cui vivevo.</p>
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		<title>Non crediamo alle menzogne!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 15:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tempo è in corso una battaglia culturale che riguarda la persona umana e in particolare la sua identità sessuale. Per aiutare a comprendere la portata del fenomeno, la congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato una Lettera ai lettera collaborazione uomo donna. Lo scopo è quello di ribadire l’esistenza di una natura “data” [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/omosex-campagna-toscana.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-48" title="omosex campagna toscana" src="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/omosex-campagna-toscana.jpg" alt="" width="235" height="215" /></a></p>
<p>Da tempo è in corso una battaglia culturale che riguarda la persona umana e in particolare la sua identità sessuale. Per aiutare a comprendere la portata del fenomeno, la congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato una Lettera ai <a href="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/Collab_uomo-donna.pdf">lettera collaborazione uomo donna</a>. Lo scopo è quello di ribadire l’esistenza di una natura “data” dal Creatore e quindi di un genere maschile e di uno femminile, che non sono costruzioni culturali prodotte dagli uomini nel corso della storia.</p>
<p>Noi ed altri cattolici (religiosi, sacerdoti e laici) impegnati in diversi ambienti e realtà ecclesiali, abbiamo fatto propria questa preoccupazione del Magistero e abbiamo constatato la diffusa penetrazione di tale mentalità relativistica nel modo comune di pensare e di vivere di molti.</p>
<p>Ed è per questo che abbiamo deciso di proporre questo corso, attraverso il quale, grazie alla testimonianza, all’ insegnamento dei fondamenti antropologici ed alla condivisione delle esperienze, si può cominciare a sperimentare la potenza sanante del Signore.
<a href='http://www.gruppolot.it/wp/2012/03/non-crediamo-alle-menzogne/omosex-campagna-toscana/' title='omosex campagna toscana'><img width="150" height="150" src="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/omosex-campagna-toscana-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="omosex campagna toscana" /></a>
</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aycE5ttDp-g">Video presentazione Libro Paladesio (MI) Gruppo Lot di Luca di Tolve</a></p>
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		<title>Gli omosessualisti militanti nascondono</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 17:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bìblio & Media]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Estratto dal libro Ero gay di Luca di Tolve, ed. Piemme 1) Si cerca di criminalizare il Narth e Nicolosi evitando di dire che Nicolosi è membro APA (American Psychological Association ) e consulente AMA ( American Medical Association) 2) Non si dice che L’OMS reputa indispensabile il rispetto della libertà e dell’autodeterminazione della persona [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/spagna-gay-papa.jpg"><img src="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/spagna-gay-papa-300x190.jpg" alt="" title="spagna-gay-papa" width="300" height="190" class="alignnone size-medium wp-image-40" /></a></p>
<p>Estratto dal libro Ero gay di Luca di Tolve, ed. Piemme<br />
<span id="more-22"></span><br />
1) Si cerca di criminalizare il Narth e Nicolosi evitando di dire che Nicolosi è membro APA (American Psychological Association ) e consulente AMA ( American Medical Association)</p>
<p>2) Non si dice che L’OMS reputa indispensabile il rispetto della libertà e dell’autodeterminazione della persona in merito al proprio orientamento sessuale.</p>
<p>Se è vero che ogni persona ha il diritto, se lo desidera, di mantenere un’identità gay, è altrettanto vero che ogni persona ha diritto, se lo desidera, di sviluppare, il suo potenziale eterosessuale e di ricorrere ad una terapia per essere aiutato in questo percorso.</p>
<p>INFATTI:</p>
<p>IL MANUALE DELL&#8217;ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA&#8217;, ICD-10 riporta il disturbo F66 1 ( orientamento sessuale non desiderato ) dove è previsto che &#8221; l&#8217;individuo può cercare un trattamento per cambiare &#8230;la propria preferenza sessuale &#8220;.</p>
<p>In molti clienti con tendenza omosessuale non desiderata, se con consenso, informati circa la possibilità che saranno delusi se la terapia non riesce, l&#8217;aiuto psicologico può fare funzionare una scelta razionale per sviluppare il loro potenziale eterosessuale.</p>
<p>3) Oggi, per esempio, possiamo criticare l&#8217;aborto, ma non possiamo offendere la persona che abortisce. Oggi possiamo criticare la pornografia ma non possiamo offendere la persona dedita alla pornografia.</p>
<p>In realtà ci stiamo accorgendo che molte persone attive nei movimenti gay non ammettono neppure la possibilità che possano esistere forme diverse di omosessualità e percorsi diversi possibili per le persone omosessuali che non si riconoscono nell’ideologia gay, e sostengono la loro &#8220;verità&#8221; con una tale intolleranza ed insistenza da generare grandi sofferenze e umiliazioni in molti di noi, persone che hanno sperimentato (o vivono tutt&#8217;oggi) pulsioni omosessuali ma che non si riconoscono dell&#8217;ideologia gay secondo la quale ogni omosessuale &#8220;nasce così&#8221; e può soltanto accettare di restare così.</p>
<p>Ci lascia amareggiati e senza fiato constatare come alcune persone che hanno vissuto sulla loro pelle l&#8217;umiliante esperienza di sentirsi ghettizzati da chi li considerava in qualche modo &#8220;subumani&#8221;, dimostrino a loro volta degli atteggiamenti similmente discriminanti e sprezzanti, alimentando una nuova forma di omofobia diretta a colpire gli omosessuali non gay. Su alcuni di noi questa insistente pressione pesa ormai come una vera e propria persecuzione contro i propri diritti alla libertà di pensiero, alla libertà religiosa ed all&#8217;autodeterminazione in merito al proprio orientamento sessuale e si appellano alla coscienza di ciascuno perché sia rispettata la diversità di tutti e sia bandito ogni atteggiamento di dogmatica intolleranza.</p>
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		<title>A Medjugorje ho ritrovato me stesso</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bìblio & Media]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Nuovo libro di Luca Di Tolve Acquista il libro qui Una storia destinata a far parlare di sé, quella di Luca di Tolve, proprio come la canzone di Povia Luca era gay. Una storia sofferta che ripercorre il lungo cammino alla ricerca di sé, dallo smarrimento della propria identità alla redenzione, fino alla rinascita [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/lucaditolve.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-38" alt="lucaditolve" src="http://www.gruppolot.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/lucaditolve.jpg" width="137" height="220" /></a></h2>
<p><em><strong>Il Nuovo libro di Luca Di Tolve</strong></em></p>
<p><span id="more-11"></span><br />
<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/ero-gay-medjugorje-ho-ritrovato/libro/9788856615616?a=480521" target="_blank">Acquista il libro qui</a></p>
<p>Una storia destinata a far parlare di sé, quella di Luca di Tolve, proprio come la canzone di Povia Luca era gay. Una storia sofferta che ripercorre il lungo cammino alla ricerca di sé, dallo smarrimento della propria identità alla redenzione, fino alla rinascita a nuova vita. Vittima dell’abbandono da parte del padre quando è ancora un bambino, e del conseguente rapporto sbilanciato, ai limiti del morboso, con la madre, Luca si ritrova a mettere in discussione la sua identità e a intraprendere il cammino omosessuale. Eletto Mister Gay negli anni Novanta, Luca incomincia a scalare le vette del successo di un certo mondo omosessuale. Giovane, bello, richiesto a eventi mondani, feste e spettacoli, in breve vive ogni esperienza di trasgressione che in quel mondo si possa incontrare, tra sesso, lussuria, potere e gironi infernali. Dietro l’angolo, però, sta in agguato un nemico letale: l’aids, che senza pietà lo priva nel giro di pochi anni dei migliori amici. Finché arriva la sentenza fatale e tanto temuta: anche Luca ha contratto l’Hiv. A quel punto qualcosa si rompe nell’equilibrio artificiosamente costruito in tutti quegli anni, e Luca rientra in se stesso. Intraprende così un percorso di conversione, su base psicologica e religiosa, che lo aiuta a scoprire e a sanare le ferite di tanti anni prima, fino a riappropriarsi della sua identità sessuale. Un cammino faticoso, fatto di tanti dubbi e cadute, che lo porta fino a Medjugorje: l’incontro con la Madonna lo spinge decisamente sulla strada della conversione, favorendone una completa rinascita interiore. Ritrovato se stesso, Luca incontra anche l’amore a lungo cercato e con Terry inizia una nuova vita, pervasa da una gioia e una pace mai sperimentate prima. Un’autobiografia controcorrente, ma non polemica, dettata dal desiderio di testimoniare la propria rinascita trovando tolleranza e rispetto per la propria scelta di vita.</p>
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