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Gli omosessualisti militanti nascondono

By on marzo 23, 2012

Estratto dal libro Ero gay di Luca di Tolve, ed. Piemme

1) Si cerca di criminalizare il Narth e Nicolosi evitando di dire che Nicolosi è membro APA (American Psychological Association ) e consulente AMA ( American Medical Association)

2) Non si dice che L’OMS reputa indispensabile il rispetto della libertà e dell’autodeterminazione della persona in merito al proprio orientamento sessuale.

Se è vero che ogni persona ha il diritto, se lo desidera, di mantenere un’identità gay, è altrettanto vero che ogni persona ha diritto, se lo desidera, di sviluppare, il suo potenziale eterosessuale e di ricorrere ad una terapia per essere aiutato in questo percorso.

INFATTI:

IL MANUALE DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’, ICD-10 riporta il disturbo F66 1 ( orientamento sessuale non desiderato ) dove è previsto che ” l’individuo può cercare un trattamento per cambiare …la propria preferenza sessuale “.

In molti clienti con tendenza omosessuale non desiderata, se con consenso, informati circa la possibilità che saranno delusi se la terapia non riesce, l’aiuto psicologico può fare funzionare una scelta razionale per sviluppare il loro potenziale eterosessuale.

3) Oggi, per esempio, possiamo criticare l’aborto, ma non possiamo offendere la persona che abortisce. Oggi possiamo criticare la pornografia ma non possiamo offendere la persona dedita alla pornografia.

In realtà ci stiamo accorgendo che molte persone attive nei movimenti gay non ammettono neppure la possibilità che possano esistere forme diverse di omosessualità e percorsi diversi possibili per le persone omosessuali che non si riconoscono nell’ideologia gay, e sostengono la loro “verità” con una tale intolleranza ed insistenza da generare grandi sofferenze e umiliazioni in molti di noi, persone che hanno sperimentato (o vivono tutt’oggi) pulsioni omosessuali ma che non si riconoscono dell’ideologia gay secondo la quale ogni omosessuale “nasce così” e può soltanto accettare di restare così.

Ci lascia amareggiati e senza fiato constatare come alcune persone che hanno vissuto sulla loro pelle l’umiliante esperienza di sentirsi ghettizzati da chi li considerava in qualche modo “subumani”, dimostrino a loro volta degli atteggiamenti similmente discriminanti e sprezzanti, alimentando una nuova forma di omofobia diretta a colpire gli omosessuali non gay. Su alcuni di noi questa insistente pressione pesa ormai come una vera e propria persecuzione contro i propri diritti alla libertà di pensiero, alla libertà religiosa ed all’autodeterminazione in merito al proprio orientamento sessuale e si appellano alla coscienza di ciascuno perché sia rispettata la diversità di tutti e sia bandito ogni atteggiamento di dogmatica intolleranza.

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