Cannot find block '__global__'

Testimonianze

ELENCO SITI PER USCIRE DALL'OMOSESSUALITA'

<h4><span>ELENCO SITI PER USCIRE DALL'OMOSESSUALITA'</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

TELEFONO AMICO SEGRETO

<h4><span>ELENCO SITI PER USCIRE DALL'OMOSESSUALITA'</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

A.G.A.P.O ASSOCIAZIONE GENITORI DI PERSONE E AMICI OMOSESSUALI

<h4><span>ELENCO SITI PER USCIRE DALL'OMOSESSUALITA'</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

LIVING WATERS ITALIA

<h4><span>ELENCO SITI PER USCIRE DALL'OMOSESSUALITA'</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

GRUPPO CHAIRE

<h4><span>ELENCO SITI PER USCIRE DALL'OMOSESSUALITA'</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

OMOSESSUALITAEIDENTITA

Libri consigliati

<h4><span>Libri consigliati</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Joseph Nicolosi Clicca su

<h4><span>Libri consigliati</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Clicca su

<h4><span>Libri consigliati</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

<h4><span>Libri consigliati</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Clicca su

<h4><span>Libri consigliati</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Clicca su

<h4><span>Libri consigliati</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Clicca su Sito di radio Maria

ve Maria Santissima

<h4><span>ve Maria Santissima</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Tutti i messaggi della Madonna di Medjugorie Clicca sulle foto per entrare nei vari siti

<h4><span>ve Maria Santissima</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Comunità Magnificat

<h4><span>ve Maria Santissima</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Medjugorie_oggi ,seminari per sacerdoti gratuiti a Medjugorie scrivere a seminar.marija@medjugorje.hr o fax N° 00387-36-651999 all’attenzione di Marija Dugandzic clicca sul immaggine per info

<h4><span>ve Maria Santissima</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Pellegrinaggi a Medjugorie partenze da tutta italia clicca sull'immagine

<h4><span>ve Maria Santissima</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

Iscriviti alla nostro gruppo su Facebokk

Festival Medjugorje Erba (CO) 6-7 MARZO 2010

<h4><span>Festival Medjugorje Erba (CO) 6-7 MARZO 2010</span></h4> - Gruppo Lot Regina della Pace

ASSOCIAZIONE MEDJUGORJE COMO

Home > Chi siamo

Chi siamo


Chi siamo?

Chi siamo? - Gruppo Lot Regina della Pace

Fuggiti dall'inferno

Lot il giusto, Genesi, 19

 

Come Lot, che abbandonò la città di Sodoma, abbiamo deciso di uscire dalla città dell'ambiguo inferno contemporaneo in cui viviamo. Seguendo le orme di Maria Santissima ci siamo incamminati fiduciosi verso la “via stretta” che è parola di Dio, Via, Verità e Vita, senza voltarci indietro.

La nostra associazione difende l'identità di genere come insegnano il Magistero e il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 355) e come ricorda la Scrittura « Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò » (Gn 1,27), fondamenta purtroppo oggi molto sradicate nel mondo contemporaneo.

Abbiamo fatto nostra questa preoccupazione del Magistero della Chiesa considerando quanto sia diffusa la mentalità relativistica nel modo comune di pensare e di vivere la propria personalità.

L'associazione non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nei confronti di persone sofferenti che portano dentro di loro ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale, di identità sessuale, di abuso e di violenza, che hanno difficoltà nell’avere sane e buone relazioni con gli altri e che richiedono sostegno al fine di esercitare attività di prevenzione, di assistenza sociale e di affermazione nella società dell'identità sessuale, maschile e femminile.

Ci proponiamo di costituire cenacoli di preghiera, di promuovere seminari di evangelizzazione, dibattiti e ricerche a livello culturale.

L'associazione, pertanto, svolge le seguenti attività:

  • sostenere con interventi mirati le famiglie coinvolte nelle problematiche inerenti all’identità di genere: ai genitori, ai figli, nelle scuole e nelle parrocchie, al fine di prevenire l'insorgere o l'aggravarsi di ferite dell'identità sessuale dei ragazzi, degli adolescenti, dei giovani;

  • gestire una comunità di accoglienza, per meglio raggiungere gli scopi e portare assistenza sociale a casi umani che richiedono una terapia riparativa, sostegno psicologico continuato, calore umano, condivisione;

  • ricercare le cause psicologiche, culturali, storiche, spirituali che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata;


 

L’associazione vive di provvidenza e se desiderate sostenerci, oltre che con la vostra preghiera, anche economicamente, potete versare un contributo secondo le seguenti modalità:


 


 


 


 

- CONTO CORRENTE POSTALE BANCO POSTA NR 97035257


 

- BOLLETTINO POSTALE NR CONTO 97035257


 

- BONIFICO BANCARIO

Iban IT 65 V 07601 01600 000097035257

  

 


 


 

intestato a:

ASSOCIAZIONE GRUPPOLOT REGINA DELLA PACE

che Dio vi benedica




QUELLO CHE GLI OMOSESSUALISTI MILITANTI  NASCONDONO

1) Si cerca di criminalizare il Narth e Nicolosi evitando di dire  che Nicolosi è membro APA ( American  Psychological Association ) e consulente AMA ( American Medical Association )

2)    Non si dice che L’OMS reputa indispensabile il rispetto della libertà e dell’autodeterminazione della persona in merito al proprio orientamento sessuale.

Se è vero che ogni persona ha il diritto, se lo desidera, di mantenere un’identità gay,

è altrettanto vero che ogni persona ha diritto, se lo desidera, di sviluppare, il suo potenziale eterosessuale e di ricorrere ad una terapia per essere aiutato in questo percorso.

INFATTI:

IL MANUALE DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA', ICD-10 riporta il disturbo F66 1 ( orientamento sessuale non desiderato ) dove è previsto che " l'individuo può cercare un trattamento per cambiare ...la propria preferenza sessuale ".

In molti  clienti con tendenza omosessuale non desiderata, se con consenso, informati circa la possibilità che saranno delusi se la terapia non riesce, l'aiuto psicologico può fare funzionare una scelta razionale per sviluppare il loro potenziale eterosessuale.


3) Oggi, per esempio,  possiamo  criticare l'aborto, ma non possiamo offendere la persona che abortisce,

Oggi possiamo criticare la pornografia ma non possiamo offendere la persona dedita alla pornografia

 

Oggi possiamo criticare la prostituzione ma non possiamo offendere la prostituta

Oggi possiamo criticare il cristianesimo, ma non possiamo offendere la persona cristiana


GLI OMOSESSUALISTI MILITANTI, INVECE, VORREBBERO INTRODURRE IL REATO DI OMOFOBIA.

In base a questo reato, se critichiamo l'omosessualità o proponiamo ad una persona un cammino di crescita oltre l'omosessualità,  ma non offendiamo la persona omosessuale, commettiamo ugualmente  reato:

in questo modo viene IMPEDITA  la libertà di pensiero, di religione, di educazione da parte dei genitori, la libertà di terapia, la libertà di ricerca scientifica, la libertà di scelta del proprio orientamento sessuale.

 

 
Skype Me™!

Testimonianze - La Stampa

Testimonianze - La Stampa - Gruppo Lot Regina della Pace
26/2/2007 (8:27) - LA STORIA
"Ero gay: il Santo rosario mi ha guarito!"
 
 
 
Luca Di Tolve
Al «corso» letture sacre e preghiere
FLAVIA AMABILE
ROMA
Lo si può incontrare in una via di Milano, confuso tra la folla del sabato, a fare acquisti con la fidanzata, attento a non spendere troppo perché sta mettendo da parte i soldi per il matrimonio. Tranquillo, «normale» come dice di se stesso, virgolette comprese. Chi lo avesse conosciuto dieci anni fa potrebbe pensare di essersi sbagliato. Invece è proprio Luca Di Tolve, nella sua nuova vita. «Quella - racconta - che mi sono conquistato dopo sei anni di terapia riparativa dell’omosessualità: tre rosari al giorno, gruppi di ascolto, studio della Bibbia e dei testi di Josè Maria Escrivà, il fondatore dell'Opus Dei. Adesso, finalmente, sono guarito».

«Guarito», dice, come se essere gay fosse una malattia, secondo le più bieche posizioni omofobiche. Eppure Luca era omosessuale, e non uno tranquillo. Piuttosto uno da montagne russe, capace di passare dalle eleganti suite newyorchesi al sesso rubato in una «darkroom», dall’ufficio dove dirigeva un team di persone a un parco di notte a consumare rapporti.

Il primo amore
Gay lo è sempre stato, fin da bimbo. «Ricordo la mia infanzia a giocare con le bambole e con le amiche del palazzo volevo sempre fare la mamma», racconta. Già allora i genitori si erano separati, lui viveva in un monolocale a Milano con la mamma «troppo affettuosa, a volte soffocante ma anche tanto indaffarata nella lotta per la sopravvivenza». Andò a finire che in seconda media si innamorò perdutamente del suo compagno di banco «bello, perfetto, forte e dolce allo stesso tempo». Amore non corrisposto. E non solo: «Se ne accorse la prof, anzi, praticamente tutti». Lo sospesero. «Rimasi a letto per giorni, gridavo il nome del mio compagno nel sonno. Lo psicologo disse che ero il classico bambino turbato per la separazione dei genitori e che un altro cambiamento sarebbe stato dannoso».

Il sesso
Luca tornò in classe, riuscì anche a diventare amico del suo «bello». Ma l'amore quello no. «Rimaneva in me un vuoto che mai riuscii a colmare, i miei studi andarono a rotoli, abbandonai la scuola». Dopo un po’ arrivò il sesso, forse anche l'amore, con un ragazzo più grande. Il mondo omosessuale si aprì davanti a lui, «un mondo finalmente pieno di colori dopo tanta amarezza, sentivo di poter finalmente camminare da vincitore e non da sconfitto».

La prima vittoria? Arrivare a Canale 5. Batteva le mani, faceva apparizioni sporadiche, guadagnava quasi nulla ma intanto conosceva meglio l'ambiente. Il passo successivo fu entrare nel giro delle discoteche. Quando anche le discoteche iniziarono a stargli strette passò a occuparsi della sezione turismo dell'Arci Gay. Organizzava viaggi per omosessuali. Gli piacque talmente che pensò di aver finalmente trovato la via giusta. Mise su un'agenzia sua, specializzazione i viaggi a tema, soprattutto negli Usa, ma anche feste ed eventi come il Gay Pride di Napoli. «Ero amato, invidiato, avevo soldi, casa in centro, bei vestiti, in tasca biglietti d'aereo per andare a fare shopping negli Usa quando volevo». Il massimo, insomma. O forse no. «L'Aids marciava trionfante, la vita di amici ventenni con i quali avevo diviso anni lieti, si spegneva miseramente». Anche lui finì nella morsa dell'Hiv. Scomparve il suo lavoro, un sieropositivo non può sottoporsi a una girandola di viaggi e vaccinazioni. Si dissolsero le paillette, iniziò il periodo peggiore. «Tornai a casa di mia madre, ormai risposata, e fu il mio deserto». Ovvero, il momento delle darkroom, dei parchi, del sesso disperato, degli stupefacenti. «Poi ho scoperto il buddismo, e sono arrivate le canzoni. Ho vinto un concorso con testo dedicato a un Dio non ancora decifrato bene».

La svolta
La svolta avvenne per caso. Un giorno un amico omosex dimenticò a casa sua alcuni appunti di filosofia. Luca li sfogliò per curiosità e s’imbattè nelle teorie di Joseph Nicolosi. Spiega: «All'inizio ebbi voglia di prendere a pugni questo signore e le sue idee. Però non riuscivo nemmeno a liberarmene. In fondo che cos'era quell'andare in giro per parchi se non la conferma che anch'io ero vittima di pulsioni, di nevrosi di cui dovevo liberarmi? E perché non riuscivo a raggiungere la felicità con un ragazzo, uno dei tanti conosciuti in quegli anni? Perché nei maschi mi guardavo come in uno specchio, ma era della diversità di una donna che avevo bisogno».

Abbandonò il buddismo, ritrovò il cristianesimo e scoprì per la prima volta l’identità di uomo. «Non dico che sia stato facile, devi saper rinunciare, fermare la caccia al sesso compulsivo che prima praticavo istintivamente». Ci sono voluti sei anni, qualche caduta qui e lì, molta volontà, anche - e un tempo gli sarebbe apparso impensabile - tante preghiere. «Tre rosari al giorno, i corsi del gruppo Chaire e quelli di Living Waters. Un anno fa ho conosciuto la mia fidanzata. Di me sa tutto e ha accettato di starmi accanto». Stanno mettendo da parte i soldi per sposarsi, conta di farcela nel giro di due anni.
LINK
 
Scarica la sua storia con più dettagli
Seminare [37 Kb]

 - Gruppo Lot Regina della Pace

Un Leader nella lotta per i “diritti dei gay” "'Gay'-rights leader Young Gay America. Questa rivista aspirava a riempire il vuoto creatoYoung Gaydecollò.Young Gay America. La rivista ricevetteNational Role Modelda parte di Equality Forum, la più importante organizzazione gay, premioTime magazine.Equality Forum e con l’aiuto di società affiliate alla PBS, il

"Jim In Bold"

; é stato mostrato in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi premi

"best in festival".

Young Gay America

giovani gay di tutto il continente Nord americano; la mostra ha fatto il giro

dell’Europa, del Canada e di parte degli Stati Uniti.

Nel 2004

essere il “gemello virtuoso” di altre riviste rivolte ai giovani gay. Dico “gemello

virtuoso” ma la verità é che

più “rispettabile” perché non manifestamente pornografica.

Mi ci vollero quasi 16 anni per scoprire che l’omosessualità non è esattamente

“virtuosa”. Fu difficile fare chiarezza dentro di me riguardo i miei sentimenti sulla

questione, dato che la mia vita ne era completamente assorbita.

L’omosessualità è per sua natura pornografica. E’ distruttiva e crea confusione

nelle menti dei giovani, proprio in quel periodo in cui l’identità sessuale è ancora

in via di definizione. Ad ogni modo, non mi resi conto di ciò fino a quando non

raggiunsi i 30 anni.

La rivista

sostegno alla rivista era enorme; scuole, gruppi di genitori, biblioteche e

associazioni governative, tutti sembravano volerla. Sfruttava il “filone” della

“accettazione e promozione” dell’omosessualità, ed era considerata una guida. Nel

2005 mi fu chiesto di tenere un discorso al prestigioso

Harvard's Kennedy School of Government.

ha organizzato una mostra fotografica, ricca di foto e storie diYoung Gay America ha lanciato la rivista YGA, che aveva la pretesa diYGA era dannosa quanto qualsiasi altra rivista, era soloYGA esaurì il suo primo numero in diverse città del Nord America. IlJFK Jr. Forum della

Fu quando vidi una videoregistrazione di quella “performance”, che iniziai a

dubitare seriamente di ciò che stavo facendo della mia vita e della mia influenza.

Non conoscendo nessuno con cui poter parlare dei miei dubbi ed interrogativi, mi

rivolsi a Dio, grazie anche ad un debilitante attacco di crampi intestinali causato

dalle mie abitudini di vita.

Presto iniziai a comprendere cose che non avevo mai immaginato potessero essere

reali, come il fatto che ero il leader di un movimento di peccato e corruzione.

Questa frase può dare l’impressione che la mia scoperta si sia basata su un dogma,

ma decisamente non é stato così.

Sono giunto al questa conclusione da solo.

Mi divenne chiaro, mentre ci

l’omosessualità ci impedisce di trovare la nostra vera identità. Non possiamo

vedere la verità quando siamo accecati dall’omosessualità.

Crediamo, influenzati dall’omosessualità, che la lussuria non solo sia accettabile

ma che sia anche una virtù. Ma non esiste “desiderio” omosessuale che sia

separabile dalla lussuria.

Non volevo accettare questa verità e all’inizio ho cercato in tutti i modi di

ignorarla. Ero certo, a causa della cultura e dell’influenza dei leader gay – di fare la

cosa giusta.

D’altra parte mi sentivo spinto a cercare la verità perché avvertivo che dentro di

me c’era qualcosa che non andava. Gesù Cristo ci consiglia ripetutamente di non

confidare in nessuno tranne che in lui. Ed io l’ho fatto, sapendo che il Regno di

Dio risiede nel cuore e nella mente di ogni uomo.

Ciò che ho scoperto e appreso sull’omosessualità é sorprendente.

Divenne chiarissimo che avrei fatto del male o rischiato di fare del male ad altre

persone se avessi continuato con quella vita.

Mi accorsi di avere desideri omosessuali alle scuole medie quando per la prima

volta iniziai a

Cominciai a guarire quando per la prima volta iniziai a

stesso

Ogni volta che provavo la tentazione di cedere alla lussuria, ne prendevo

coscienza, mi fermavo e mi occupavo di essa. La chiamavo con il suo nome e poi

lasciavo che si dissolvesse da sola con l’aiuto della preghiera.

Esiste un’enorme e vitale differenza tra ammirazione superficiale – per se stessi o

per altri – e ammirazione integrale. Quando amiamo pienamente noi stessi,

cessiamo di essere schiavi di desideri lussuriosi, dell’apprezzamento degli altri o di

soddisfazioni fisiche. I nostri impulsi sessuali diventano intrinseci alla nostra

essenza, liberi da confusioni nevrotiche.

L’omosessualità ci consente di evitare di scavare in profondità, oltre la

superficialità e le attrazioni ispirate dalla concupiscenza – e continuerà ad essere

così fino a quando avrà l’“approvazione” della Legge. Il risultato è che tantissimi

perdono l’opportunita di conoscere il loro vero io, l’io fatto ad immagine di Cristo,

donatoci da Dio.

L’omosessualità iniziò per me all’età di 13 anni e terminò quando riuscii ad

isolarmi da influenze esterne e a concentrarmi intensamente sulla verità interiore –

quando scoprii, all’età di 30 anni, le profondita del mio io donatomi da Dio.

Dio è considerato un nemico da molte persone dominate dall’omosessualità o da

altri comportamenti concupiscenti, perché Egli rammenta loro chi e che cosa

dovrebbero veramente essere. Queste persone preferiscono rimanere “beatamente

ignare”, mettendo a tacere la verità. E lo fanno condannando ed apostrofando

coloro che la dichiarano con parole come “razzisti”, “insensibili”, “malvagi” e

“discriminatori”.

Guarire dalle ferite causate dall’omosessualità non è facile. Il sostegno è scarso e

poco evidente. Il poco che c’è viene infamato, ridicolizzato, fatto tacere con la

retorica o reso illegale tramite l’alterazione di norme legislative. Per trovarlo ho

dovuto separare il mio sentimento di imbarazzo e le “voci” di disapprovazione da

tutto ciò che avevo imparato. Parte dell’agenda omosessuale consiste nel

convincere le persone a smettere di farsi domande sulla conversione e, tanto meno,

sulla la sua efficacia.

“Uscire” dall’influenza della mentalità omosessuale è stata per me la cosa più

liberatoria, sorprendente e bella che abbai mai sperimentato nella mia intera vita.

La lussuria ci sottrae ai nostri corpi per “fissare” il nostro spirito alla forma fisica

di qualcun altro. Ecco perché i rapporti sessuali omosessuali – e qualsiasi altra

forma di attività sessuale basata sulla lussuria – non è mai soddisfacente: é un

processo nevrotico piuttosto che naturale, normale. La normalità è la normalità –

ed è stata chiamata così perché c’è una ragione.

Anormale significa “ciò che ci danneggia, che danneggia la normalità”.

L’omosessualità ci toglie al nostro stato di normalità, al nostro di sentirci

perfettamenti uniti in tutte le cose, e ci divide, facendoci tormentare dal desiderio

per un obiettivo fisico esterno che non potremo mai possedere.

Le persone omosessuali – come tutte le persone – bramano il mitico “vero amore”.

Il vero amore esiste davvero ma arriva soltanto quando non abbiamo nulla che ci

impedisce di lasciarlo fuoriuscire da dentro in tutto il suo splendore.

Non possiamo essere pienamente noi stessi se le nostre menti sono intrappolate in

una spirale, in una mentalità di gruppo edificata su una protetta, autorizzata e

celebrata lussuria.

Dio mi è venuto incontro quando mi sentivo confuso, perso, solo, spaventato e

sconvolto. Mi ha detto – attaverso la preghiera – che non avevo nulla da temere e

che ero a casa. Avevo solo bisogno di fare un pò di pulizia nella mia mente.

Credo che tutti, essenzialmente, conoscano verità. Credo che questo sia il motivo

per cui il Cristianesimo spaventa così tanto le persone. Perché rammenta loro la

coscienza, che tutti noi possediamo.

La coscienza ci dice cosa sia giusto o sbagliato ed è una guida che ci permette di

crescere e diventare più forti e più liberi come esseri umani. Uscire dal peccato e

dall’ignoranza è sempre possibile, ma la prima cosa che tutti devono fare è

abbandonare le mentalità che dividono e conquistare l’amore per l’umanità.

La verità sessuale può essere trovata solo se si è disposti ad accettare che la nostra

cultura sanzioni i comportamenti che nuocciono alla vita. Il senso di colpa non è

una ragione sufficiente per evitare le questioni difficili.

L’omosessualità si è presa quasi 15 anni della mia vita, una vita trascorsa tra

compromessi e mensogne, perpetuate attraverso i media nazionali mirati ai

giovani.

Nei Paesi Europei l’omosessualità è considerata così normale che i bambini delle

scuole elementari pubbliche vengono forniti di libri dedicati ai ragazzi “gay” come

letture obbligatorie.

La Polonia, che conosce fin troppo bene la distruzione del suo popolo ad opera di

influenze esterne, sta tentando coraggiosamente di impedire all’Unione Europea di

indottrinare i suoi figli con propaganda omosessuale. In riposta, l’Unione Europea

ha definito "ripugnante" il Primo Ministro della Polonia.

Io sono stato ripugnante per parecchio tempo; sto ancora cercando di metabolizzare

tutte le mie colpe.

In qualità di leader nel movimento per i “diritti dei gay”, mi è stata data molte volte

l’opportunità di parlare in pubblico. Se potessi cancellare alcune delle cose che ho

detto, lo farei. Adesso so che l’omosessualità è lussuria e pornografia insieme. Non

mi lascerò mai convincere del contrario, non importa quanto sciolte possano essere

le loro lingue o quanto triste la loro storia. Io l’ho vissuta. Io conosco la verità.

Se Dio ci ha rivelato la verità c’è un motivo. Essa esiste affinchè possiamo essere

noi stessi. Esiste affinche possiamo condividere quel perfetto io con il mondo, per

rendere perfetto il mondo. Questi non sono progetti fantasiosi o ideali astrusi – è la

Verità.

Non ci si può purificare dai peccati del mondo in un istante, ma accadrà – se non ci

opponiamo orgogliosamente a questo processo. Dio alla fine vince sempre, in caso

non lo sappiate.

Traduzione di Patrizia

http://omosessualitaeidentita.blogspot.com

riflettevo seriamente - e pregavo – cheprestare attenzione ad altri ragazzi.prestare attenzione a me.

 

diventa eterosessuale

 

Nota dell’editore: Leggi la notizia concernente Michael Glatze nel WND di oggi, dal titolo

quits homosexuality."

 

By Michael Glatze

 

All’omosessualità sono arrivato facilmente, perché ero già debole.

Mia madre è morta quando avevo 19 anni. Mio padre quando ne avevo 13.

Giovanissimo, ero già confuso sulla mia identità e i miei sentimenti.

La confusione che provavo riguardo i miei “desideri” e l’attrazione che sentivo per

i ragazzi, ha fatto si che già a 14 anni mi sentissi parte della categoria “gay”. A 20

anni, mi dichiarai gay con tutti quelli che mi conoscevano.

A 22 anni, divenni editore della prima rivista per giovani gay. Il contenuto

fotografico rasentava la pornografia, ma ritenevo di poterlo utilizzare come

piattaforma per ottenere risultati sempre maggiori.

Infatti arrivò

dalla precedente rivista per la quale avevo lavorato – doveva essere qualcosa di

non troppo pornografico, mirata al pubblico di giovani gay americani.

America

Il pubblico gay accolse calorosamente

premi, riconoscimenti, rispettabilità e grandi onori, incluso il

Award

che fu consegnato l’anno seguente al Primo Ministro Canadese Jean Chrétien. E

tantissime apparizioni nei media, da PBS a Seattle Times, da MSNBC alla

copertina di

Ho prodotto, con

primo importante documentario che affronta il tema del suicidio di adolescenti gay

Testimonianza di Stefan

Testimonianza di Stefan - Gruppo Lot Regina della Pace

Stefan

Testimonianza 2007

Sono nato e cresciuto in una famiglia credente e praticante, io stesso credo in Dio, in Gesù, e durante tutta

la mia vita, anche durante i momenti i più difficili, non ho mai avuto il dubbio della sua esistenza.

Durante l’adolescenza ho rimesso tutto in questione, per il fatto che mi sentivo cosi diverso dagli altri

interiormente e troppo peccatore per poter assumere una vita degna e giusta davanti agli occhi di Dio. Qual

era il mio problema?

Ero omosessuale

Nella prima infanzia mi ritenevo un bambino debole, vivevo già con un sentimento d’inferiorità, forse causato

da una superprotezione da parte di mia madre, forse perché mio padre non ha saputo affermarmi nella mia

mascolinità o forse perché ho sentito troppo spesso: tu sei debole!

A causa di problemi di salute, non volevo praticare alcuno sport, mettendomi così sempre più da parte: mi

sentivo diverso dagli altri.

Nella zona in cui vivevo, con altri due compagni eravamo i più piccoli d’un gruppo, gli altri avevano almeno 5

anni più di noi, e quando giocavamo con loro ci rigettavano e si approfittavano della loro superiorità.

Eravamo obbligati, per non essere rigettati dal gruppo, a seguire quello che volevano loro. La mia identità ne

stava soffrendo, ho così ripiegato passando più tempo con le ragazze che con i ragazzi, sentendomi più al

sicuro.

Fino ai 4 anni, Il rapporto con mio padre era buono. Le circostanze della vita poi diventarono difficili per lui, e

di conseguenza spesse volte mi trattava male; era una persona autoritaria. Mi riprendeva davanti a tutti,

specialmente durante i famosi pranzi e cene di famiglia, nei quali, mi ricordo, aspettavo intensamente che

mia madre o qualcun altro venisse in mio aiuto, ma senza successo.

Spesse volte ero picchiato, mi sentivo umiliato, debole, indifeso. Ero ansioso, pauroso, insicuro di me, della

mia identità, ero complessato, mi mancava l’amore di cui avevo bisogno. Sentivo fortemente l’ingiustizia e la

vergogna.

Ho avuto un’infanzia poco felice, anche se miei genitori hanno fatto del loro meglio. Pregavo Dio di guarirmi,

aspettavo il miracolo, il cambiamento radicale.

Per finire, mi sentivo rigettato anche da Dio, vivevo con la forte impressione che Dio fosse presente per gli

altri ma non per me, una parte di me si sentiva abbandonata.

Durante l’adolescenza non mi sentivo all’altezza d’essere un maschio. La pressione in me era intensa, tutto

incominciava a prendere dimensioni troppo grandi, il desiderio erotico-sessuale diventava ossessivo, la

masturbazione da anni praticata più volte al giorno come sollievo e consolazione era sempre più

immaginativa.

Ricercavo la forza e la sicurezza in altri uomini, volevo dagli altri quello che non possedevo!

Alla fine degli studi, ho proseguito nella vita gay, dove finalmente ero qualcuno, dove ero notato, piacevo,

ero desiderato, le persone come me mi capivano, potevo così finalmente ricevere amore per sentire di meno

le mie sofferenze interiori.

Tutto però, piuttosto che amore, era concentrato sul sesso! Ho vissuto in un circolo vizioso per diversi anni:

sesso, sollievo passeggero, insoddisfazione, sofferenze… e di nuovo sesso e cosi via. La mia frustrazione

era alleviata da una dipendenza sempre più intensa.

Un giorno ho capito che questi uomini avevano gli stessi miei problemi. In fondo ognuno cercava di prendere

dall’altro, ma tutti rimanevano senza ricevere! La perversione prese il sopravvento, la dipendenza sempre

più morbosa, l’insoddisfazione sempre più presente.

Quando ero in discoteca o al bar c’era abbondanza di sorrisi e gioia superficiali, battute, divertimenti, alcool

e droghe. Quando mi trovavo da solo, però, vivevo momenti di depressione e tristezza.

C’erano momenti in cui quando mi guardavo allo specchio mi nasceva il desiderio di diventare cieco e brutto

per non più piacere a nessuno. I pianti erano quotidiani, le preghiere mi sembravano suonare a vuoto, Dio

era un dio vivente solo per gli altri.

2

In seguito ho vissuto dei momenti d’esistenza veramente difficile, sia al lavoro, che con le mie relazioni; i due

pilastri “forti” della mia vita hanno incominciato a tremare. La ricchezza materiale che avevo sempre sognato

era diventata realtà, ma la mia vita non aveva alcun senso, ero in una trappola.

Anche se ho vissuto dei bei momenti come gay, ero spesso frustrato e la mia libertà si era rivelata una vera

e propria schiavitù. Non ero né felice, né in pace di vivere una vita gay, avevo una certezza interiore che se

non cambiavo strada, il peggio sarebbe ancora arrivato.

In quel periodo ho riscoperto Dio e la chiesa, e soprattutto, la motivazione di cambiare vita!

Questo ritorno, come il figlio prodigo, mi è costato parecchio!

Ero distrutto, segnato da numerose ferite, dal rigetto, da sofferenze interiori, ma allo stesso tempo pieno di

volontà e di speranza. Dio mi ha accolto a braccia aperte.

Volevo cambiare atteggiamento, modo di pensare, essere aperto alla volontà di Dio, intraprendere un

cammino nuovo cosciente che sarebbe stato impossibile farlo da solo.

Dovevo imparare a conoscere me stesso, ad avere un’identità che non fosse legata al sesso con un uomo, a

vivere senza concentrarmi unicamente su me stesso e sui miei bisogni.

Vivere senza idolatria relazionale, vale a dire, fare dell’altro la fonte del mio benessere e di ciò che mi

manca. Accettare e perdonare me stesso e gli altri.

Accettare di maturare, perché avevo capito che il processo di maturazione era stato bloccato troppo presto,

avere il coraggio di affrontare nuove sfide, esplorare nuovi campi.

Dopo questo periodo, è nato in me il desiderio di avere una ragazza, sposarmi, avere una famiglia, di

scoprire amicizie maschili non erotiche. Ho imparato a rimettere in questione i miei pensieri, riconoscere

quando agisco spinto dalla paura, a stare attento ai vecchi modelli di vita e imparare nuove abitudini.

Voglio trasmettere le cose buone della vita, non credere alla bugia che l’omosessualità sia genetica, o che si

nasce così e dunque che non c’è alcuna possibilità di cambiare!

Uscire dall’omosessualità vuol dire riappropriarsi della propria identità di genere e vivere consapevoli della

propria mascolinità. Un cammino lungo e difficile, ma che ne vale la pena!

Mi sono sposato nel 2001 e ho 2 figli: Martina 4 anni e Yanis 1 anno.

Stefaan

Stefan [13 Kb]

Ex gay omosessuale Gabriele


http://www.sermoni.net/Testimonianze_file/Ex_omosessuale/Gabriele.pdf


Il cammino cristiano



 

Testimonianze di due ex omosessuali

 

Testimonianza di Gabriele

Ho 38 anni e abito a Napoli. Fin da quand'ero piccolo sentivo qualcosa in me che non so spiegare, che mi faceva sentire diverso dagli altri. Infatti, non ero come gli altri ragazzi; i miei desideri erano diversi.

Ricordo che mi piaceva giocare con le bambole e invece di giocare con gli altri bambini giocavo con le bambine. Mi piaceva stare e giocare con loro. Non sapevo cosa significasse ma sapevo che ero diverso dagli altri miei coetanei.
Mia madre si arrabbiava e mi diceva di non comportarmi in quel modo, mi diceva che ero un maschio e non una femmina, e questo mi feriva. A volte avrei anche voluto cambiare, ma avevo un desiderio molto forte di questa femminilità e non sapevo da dove veniva.
A volte pensavo: "Non voglio farlo, però mi piace, quindi perché no, che c'è di male?". Non so spiegarlo, ma mentre crescevo questa "seconda personalità" cominciò a prendere il sopravvento. Ricordo che già quando frequentavo la scuola elementare guardavo con affetto un mio amico e mi sentivo molto attratto da lui, volevo essere speciale ai suoi occhi. Fu così che questa menzogna iniziò a crescere nella mia mente.

INFANZIA

Quando ero con i miei amici cercavo di nascondere le mie tendenze perché sentivo che erano sbagliate. Volevo vestirmi diversamente e cercavo sempre degli indumenti colorati. Ero molto attratto da quelli femminili: vestiti, gioielli, e tutto ciò che luccicava. Cominciai ad avere qualche conflitto interiore perché non volevo accettare il fatto che ero un maschio e questo portò molta amarezza nella mia famiglia. Pensando che potesse servirmi, i miei genitori mi mandarono via in un collegio cattolico, ma questo non servì proprio a niente. Lasciai quella scuola a sedici anni, dopo esserci vissuto per tre anni. Dissi a mia madre che ero cambiato ma in realtà ero lo stesso di prima, o peggiore, perché quei desideri avevano continuato a crescere in me. La realtà era che non riuscivo più ad accettare me stesso come un uomo, però dovevo nascondere questo fatto agli altri.

Cominciai a lavorare e passarono altri quattro anni, quindi decisi di affrontare la vita da solo. Ero attratto dagli omosessuali che vivevano nella stessa zona della città dove abitavo. C'erano molti giovani che si travestivano da donna e che si prostituivano. Mi piaceva il loro modo di vivere. Ero pieno di ribellione verso i miei genitori e proprio allora incontrai un amico che alimentò il mio impeto dicendomi che loro non potevano impedirmi di essere quello che io ero. Sebbene io sapessi che era una realtà buia, vi ero legato e non potevo uscirne.
Decisi di lasciare la mia casa per andare a vivere con un amico che mi insegnò come comportarmi e apparire come una donna. Mi insegnò a ritoccare le sopracciglia, mettere il make-up, e vestirmi come una donna. Era quello che avevo sempre sognato. Lui mi fece capire che ero così perché lo ero anche dentro di me, e io credevo in tutto ciò che mi diceva. Pensavo che questa fosse ormai la mia strada e che non c'era nessun'altra soluzione per la mia vita.

IL TUNNEL

Stavo lavorando e cominciavo a vivere sulla strada. Il mio amico mi disse che dovevo guadagnarmi dei soldi, così cominciai a prostituirmi. Era anche un modo per liberarmi da tutta la frustrazione che avevo serbato in me per tanto tempo, un modo per liberare quella "femminilità" che mi dominava, un modo per vivere in modo diverso. Per anni, camminai in un tunnel oscuro: credevo che l'unico modo di trovare me stesso ed essere felice era vivere come donna, e al tempo stesso vedere gli altri intorno a me essere disgustati dai miei strani modi di fare. All'inizio ciò mi feriva perché non capivo che mi stavano rifiutando, ma pian piano capii che ero diventato un reietto della società.

Fui preso dalla polizia. Cominciai a vedere che le cose non andavano come pensavo io. Non riuscivo a convincere nessuno che io non volevo essere com'ero ma che c'era qualcosa in me che mi costringeva. Pensavo che forse sarebbe stato meglio se fossi cambiato completamente. Cominciai a prendere degli ormoni e a perfezionare le mie imitazioni. Dicevo a me stesso: "Sono fatto così, e così resterò comunque". "La natura mi ha fatto così!".
Pensavo: "Sono stato creato diverso". Era così che giustificavo il mio modo di vivere. Stavo vivendo con altri che si stavano facendo cambiare i loro corpi e le loro facce chirurgicamente per cancellare i loro aspetti maschili e assomigliare di più alle donne. Ma c'era qualcosa dentro di noi che non andava.

I PRIMI RAGGI DI LUCE

A volte mi giustificavo dicendo: "Sono una donna in un corpo maschile". Vedevo che i miei amici tornavano da Londra dopo aver fatto un'operazione per cambiare sesso, perché l'obbiettivo di ogni travestito è sentirsi come una donna vera. Era l'ultima frontiera che rimaneva davanti a me. Eppure vidi quelle persone cadere in depressione, non si sentivano accettati e non raggiunsero mai il loro sogno.

Mentre mi prostituivo per strada, notai che le persone che venivano con me erano piene di avvilimento e tristezza. Cercavano qualcuno a cui parlare, qualcuno su cui riversare le loro frustrazioni. Capii che non mi stavo sentendo male perché avevo scelto quella vita, ma che tutta l'umanità si trovava nel dolore.

Una sera tornai a casa ed ero veramente triste. Non ricordo dove ero stato, forse in un night-club durante una notte di pioggia. Ricordo solo che mi sentii così male che il dolore era indescrivibile. Era un dolore fisico; mi sentivo morire dentro e cominciai a gridare a Dio dicendo: "Dio, perché sono nato? Perché devo soffrire così tanto? Perché non posso vivere come una persona normale, con una moglie e una famiglia, essere felice, amare e vivere una vita tranquilla?". Mentre ero nel mio letto cominciai a benedire Dio e sentii una grande gioia dentro di me. In quel momento fu come se una luce venisse vicino a me e io volevo toccarla, ma essa sparì. Non so cosa accadde quel giorno, ma sono certo che Dio toccò la mia vita. Questo accadde tre o quattro anni prima del giorno in cui fui salvato, ma lasciò un segno nel mio cuore.
Parlando a un amico dissi: "Ci dev'essere un modo perché noi possiamo cambiare. Perché dobbiamo continuare a vivere una bugia e sentirci male anche solo a parlarne? Non ci accettiamo noi, e nessun altro ci accetta".
Il mio amico rispose: "E allora, che vuoi fare? Questa è la nostra vita e non riusciremo mai a cambiare; siamo nel giro e non ne usciremo mai".

L'AMORE DI DIO

Ringrazio Dio che un anno fa incontrai un credente di nome Biagio che veniva dalla mia stessa condizione. Era stato un omosessuale, ma non l'avevo più visto per quattro anni. Avevo sentito dire che era cambiato ma non capii cosa potesse essergli successo. Quando lo rividi, mi accorsi che era realmente cambiato. Era vestito normalmente, e soprattutto potevo vedere un cambiamento nel suo volto e nella sua espressione. Mi parlò di come Gesù Cristo lo aveva cambiato, e disse che Gesù poteva fare lo stesso per me.

Quella mattina, andai in ospedale a trovare un amico che aveva l'AIDS e che stava morendo. Potevo vedere la paura della morte nei suoi occhi, non a causa della morte fisica ma perché stava morendo senza Dio. Capii che dovevo fermarmi e dare la mia vita a Gesù affinché mi cambiasse.

Una sera andai a un raduno della tenda con Biagio, a quel tempo era a Napoli, e mi spiegò che dovevo solo chiedere a Gesù di perdonarmi con tutto il mio cuore, e Lui mi avrebbe perdonato e avrebbe cambiato la mia vita. Mi fece leggere nella Bibbia che davanti a Dio siamo tutti uguali e che tutti abbiamo bisogno di chiedere il perdono dei nostri peccati. Fui incoraggiato vedendo che davanti a Dio io ero come chiunque altro, e che Lui ci ama tutti nello stesso modo.

Ringrazio davvero Dio per come ha cambiato la mia vita e posso testimoniare che l'amore di Dio ha cambiato il mio cuore, i miei desideri, e ha aperto i miei occhi. Quella sera, quando tornai a casa mi guardai allo specchio e vidi il vero Gabriele: finalmente vedevo la mia vera identità. Prima non riuscivo a capire se ero un uomo o una donna. Dio mi fece chiaramente capire che sono un uomo, e che tutti quei pensieri che avevo erano menzogne del diavolo.

Ringrazio Gesù perché Lui è morto per i miei peccati e grazie a Lui io posso veramente gridare "Sono libero!". Ora so che con Gesù Cristo ho ottenuto la vittoria e posso andare avanti perché Lui vive in me e mi dà la forza di dire no ai peccati. Questa è la cosa meravigliosa che Gesù ha fatto nella mia vita, e voglio ringraziarLo tutti i giorni della mia vita!

 

Testimonianza di Giuseppe

Giuseppe fu uno dei primi travestiti d'Italia; si faceva chiamare "Florinda" e si prostituiva per guadagnare dei soldi, che poi dissipò quando cominciò a fare uso di droghe. Egli racconta:

Avevo incontrato Gabriele 24 anni fa; viveva la mia stessa esperienza. Non lo vidi per più di 10 anni, sebbene avessi sentito dire che era diventato qualcosa come un missionario.
Prima della mia conversione, volevo morire perché realizzavo che non c'era più speranza per me, anche con tutto l'aiuto da parte degli ospedali e della mia famiglia. Ingoiai così tanti tranquillanti, gocce, pillole e droghe, che finii una ventina di volte in ospedale, quasi in fin di vita. L'ultima volta cercai di ingoiare una capsula di veleno per topi e mi si paralizzarono le braccia e le gambe. Mi svegliai cinque giorni dopo in ospedale. [...]
Dei Cristiani venivano a visitare i malati in ospedale, vennero anche da me ma la prima volta gli tirai contro la prima cosa che mi capitò a tiro.
In seguito mi parlarono altre volte di Gesù, mi dicevano che Lui poteva salvarmi, e mi parlavano delle cose di Dio. Due mesi dopo iniziai un'amicizia con loro. Prima di lasciare l'ospedale, una notte riuscii ad alzarmi dal letto e cercai di andare in bagno da solo, ma dopo due passi caddi con la faccia a terra. In quel momento gridai a Dio dicendo: "Cosa ho fatto per meritare questo? Dammi un po' di pace, anche se devo morire per averla!". Ma Dio mi rispose facendomi conoscere tante persone che Lo amano. [...]
In seguito dovetti ritornare all'ospedale, e lì un'infermiera credente mi disse che conosceva Gabriele e poteva metterci di nuovo in contatto.
Quando rividi Gabriele dopo così tanti anni fui così felice! Gli parlai dei vecchi tempi. Ma invece lui parlava di cose nuove e la parola "Gesù" era sempre sulle sue labbra. Dentro di me mi chiedevo se era possibile sperimentare quello che aveva sperimentato Gabriele. In quello stesso momento, Gabriele, che stava per lasciare la stanza, si voltò e mi disse: "Tu puoi cambiare. Gesù ti ama". Le sue semplici parole toccarono il mio cuore, e nacque in me una speranza, realizzando che lui era cambiato veramente. Nei giorni seguenti Gabriele mi invitò a un raduno sotto la tenda, che era arrivata in Sicilia.
Quando andai lì non incontrai uno spirito di giudizio, anche se c'erano molte persone, e in quell'atmosfera sentii tanta libertà. [...] Quando andai in ospedale il Signore mi battezzò nello Spirito Santo. I dottori corsero perché mi sentivano gridare. Non mi ero accorto di quanto forte stessi cantando e benedicendo Dio! Questo accadde dalle dieci di quel mattino fino al mattino successivo. Fu così bello che non mi sentii neppure stanco. Ero davvero cambiato!
Tornai alla tenda con un'attitudine completamente nuova, di imparare le cose che concernono la Parola di Dio, e di servire il Signore.
Quando tornai nel mio quartiere, in mezzo ai vecchi amici, essi furono sconvolti perché già conoscevano la testimonianza di Gabriele, ma non si sarebbero mai aspettati di vedere cambiato anche me! Pensavano che fossi morto, perché molti di quelli che conoscevo e che facevano la mia vita erano morti più giovani di me. [...]
Gesù è la mia vita. Prima ero morto, ora mi sento di nuovo come un giovane ragazzo. E' come una boccata di aria fresca! Ho una nuova vita e un amore nuovo.
A quelli che si trovano nella mia precedente condizione, voglio dire che quando mi trovai a terra in ospedale, gridai a Dio con tutto me stesso. Non potevo parlare, ma era un grido che veniva da dentro di me. Dio mi rispose. Quando tutto sembra perduto e ti senti finito, e non vedi alcuna speranza, grida a Dio, Lui risponderà!


(Trad. e adatt. dal curatore. Le testimonianze complete di fotografie sono disponibili su Cristo è la risposta)